Non è solo un problema sessuale: in due uomini su tre precede di oltre tre anni la comparsa di malattie coronariche

Daniele Particelli

31 luglio – 15:07 – MILANO

Soltanto in Italia, secondo le stime più recenti, ci sono circa 3 milioni di uomini che convivono con la disfunzione erettile, una condizione che colpisce con maggiore frequenza con l’avanzare dell’età e che ancora oggi viene spesso affrontata con imbarazzo o liquidata come una semplice “défaillance” temporanea. La scienza, però, suggerisce da tempo che trattare questo disturbo come un problema esclusivamente sessuale sia un grave errore: la disfunzione erettile, infatti, può essere molto di più. E, in alcuni casi, può rappresentare il primo segnale visibile di condizioni di salute ben più gravi e ancora non diagnosticate.

Proprio di questo si parla in un volume interdisciplinare firmato da Emmanuele A. Jannini, professore ordinario di Endocrinologia e Sessuologia medica all’Università di Roma Tor Vergata, pubblicato con il patrocinio della Società Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità (SIAMS) da Springer Nature: The Canary in the Coalmine: Erectile Dysfunction as the Best Biomarker of Non-Communicable Chronic Diseases.

Il titolo usa una metafora legata alla pratica usata dai minatori fino al secolo scorso di portare i canarini nelle miniere di carbone come sistema di allarme precoce contro i gas tossici invisibili, dal monossido di carbonio al il metano. Proprio come i canarini, secondo l’esperto, la disfunzione erettile può essere un segnale precoce di qualcosa che si sta sviluppando nel nostro organismo e che ancora non ha prodotto dei sintomi evidenti. “La disfunzione erettile non dovrebbe essere interpretata come un problema esclusivamente fisico, ma come una condizione multifattoriale in cui aspetti biologici, psicologici, relazionali e sociali concorrono tra loro”, ha sottolineato Jannini.

Il legame con le malattie cardiovascolari—  

Ad oggi il collegamento più documentato riguarda la salute del nostro cuore. In circa 2 uomini su 3, i problemi di erezione precedono in media di oltre tre anni la comparsa dei sintomi della malattia coronarica, una finestra di tempo preziosa in cui intervenire sui fattori di rischio modificabili potrebbe fare una differenza significativa. Stando a una ricerca condotta da IQVIA in collaborazione con Viatris su un campione di mille uomini tra i 18 e i 70 anni, chi soffre di disfunzione erettile presenta più frequentemente patologie cardiovascolari pregresse (+6%), sovrappeso o obesità (+17%) e diabete (+7%) rispetto agli uomini non affetti dalla condizione.

Il rapporto con la salute mentale—  

Un po’ più complesso, invece, è il rapporto tra la disfunzione erettile e la salute mentale, approfondito in modo specifico da Jannini. Il legame, secondo l’esperto, è bidirezionale: da un lato, ansia, depressione e stress possono interferire direttamente con i meccanismi fisiologici dell’eccitazione sessuale, rappresentando il principale fattore di rischio di disfunzione erettile soprattutto nei giovani.

Dall’altro, però, la disfunzione erettile stessa può alimentare stress, insicurezza, ansia e sintomi depressivi, con ripercussioni anche gravi sulla qualità di vita, sulle relazioni di coppia e sulla salute complessiva. Lo confermano i già citati dati IQVIA: tra gli uomini con disfunzione erettile si registra una maggiore prevalenza di ansia e depressione (+8%) e di disturbi del sonno come l’insonnia (+11%).

Un problema spesso sottodiagnosticato.—  

Nonostante i numeri, però, le stime ci dicono anche che il 70% degli uomini con disfunzione erettile non riceve mai una diagnosi e il motivo è in gran parte culturale. Molti uomini sono ancora riluttanti a parlarne con il proprio medico, un po’ per imbarazzo e un po’ per la convinzione che si tratti di qualcosa con cui semplicemente dover convivere. Questa reticenza, però, può ritardare l’identificazione di condizioni di salute più ampie che potrebbero essere affrontate tempestivamente. “Riconoscere la disfunzione erettile può non solo migliorare la qualità della vita, ma anche offrire l’opportunità di individuare precocemente problemi di salute più ampi”, ha sottolineato Matteo Surace, Medical Lead Italy di Viatris.