Lo smartphone ci accompagna ormai ovunque, persino in bagno. Tra notizie, video e social network, pochi minuti possono diventare una lunga sosta senza che ce ne accorgiamo. Uno studio pubblicato nel 2025 su PLOS One ha coinvolto 125 adulti sottoposti a colonscopia di screening: il 66% dichiarava di utilizzare il telefono sul WC e nel 43% del campione erano presenti emorroidi visibili all’esame. Dopo aver considerato età, sesso, indice di massa corporea, attività fisica, apporto di fibre e sforzo durante l’evacuazione, l’uso dello smartphone risultava associato a probabilità di emorroidi superiori del 46%. Il dato più interessante, però, riguardava il tempo: il 37,3% degli utilizzatori rimaneva seduto per più di cinque minuti, contro appena il 7,1% di chi lasciava il telefono fuori dal bagno. Leggere le notizie e scorrere i social erano le attività più frequenti. Il 46% non rappresenta il numero di persone destinate ad ammalarsi, ma un aumento relativo delle probabilità osservate nel gruppo studiato.

Il risultato non nasce nel vuoto. Nel 2021 una ricerca caso-controllo pubblicata sul Turkish Journal of Colorectal Disease aveva confrontato 882 persone con malattia emorroidaria e 802 controlli. Quasi la metà dei pazienti, il 49,9%, usava effettivamente lo smartphone in bagno, contro il 27,3% dei controlli. Nel modello statistico, ogni minuto aggiuntivo trascorso utilizzando il dispositivo era associato a probabilità maggiori di appartenere al gruppo con emorroidi. Anche le evacuazioni superiori a dieci minuti e l’uso del telefono per più di cinque minuti tendevano a concentrarsi tra i pazienti. Due studi differenti, condotti su popolazioni diverse, indicano quindi lo stesso possibile percorso: il telefono prolunga la permanenza sul WC e la sosta prolungata si associa più frequentemente alla malattia emorroidaria. Gli autori dello studio turco ammettevano comunque un dubbio importante: alcune persone potrebbero usare il telefono perché già costrette a rimanere sedute a lungo da stitichezza o difficoltà evacuative.

Un altro tassello arriva da una ricerca italiana pubblicata nel 2020 sugli Annali Italiani di Chirurgia. Gli studiosi hanno osservato una relazione lineare molto marcata tra il tempo trascorso sul WC e il grado delle emorroidi, con un coefficiente R² pari a 0,95: nel piccolo campione analizzato, alle soste più lunghe corrispondeva mediamente una malattia più avanzata. L’ipotesi è che la posizione assunta sul water lasci il pavimento pelvico meno sostenuto rispetto a una normale sedia. La permanenza prolungata potrebbe così favorire pressione sui cuscinetti emorroidari, ostacolare il ritorno venoso e contribuire al loro scivolamento verso il basso. È importante parlare di congestione, dilatazione e prolasso dei cuscinetti emorroidari, non semplicemente di “vene infiammate”: le emorroidi sono strutture anatomiche normali che diventano una malattia quando si ingrossano, scendono o provocano sintomi. Il meccanismo resta plausibile, ma non è stato misurato direttamente dagli studi sullo smartphone.

La precisazione decisiva è che non tutte le ore trascorse seduti sono equivalenti. Un ampio studio del 2015 su 2.813 persone sottoposte a colonscopia non ha trovato un aumento delle emorroidi legato alla sedentarietà generale; ha invece confermato associazioni con stitichezza, feci difficili da espellere, sforzo e scarso consumo di fibre. Il problema, dunque, non sembra essere semplicemente “stare seduti”, ma rimanere inutilmente sul WC dopo che l’evacuazione è terminata, spesso distratti dallo schermo. Le linee guida raccomandano infatti di limitare il tempo trascorso in bagno, evitare di spingere a lungo, bere adeguatamente e assumere fibre sufficienti per mantenere le feci morbide. Gli studi disponibili sono trasversali o retrospettivi e molti dati sono autoriferiti: mostrano associazioni, non dimostrano che eliminare il telefono impedisca sicuramente la comparsa delle emorroidi. Lasciarlo fuori dalla porta rimane però una misura semplice, gratuita e ragionevole. In presenza di sanguinamento rettale, dolore persistente o cambiamenti dell’alvo, è sempre necessaria una valutazione medica, perché non ogni perdita di sangue dipende dalle emorroidi.

Ramprasad C, Wu C, Chang J, Rangan V, Iturrino J, Ballou S, et al. Smartphone use on the toilet and the risk of hemorrhoids. PLOS One. 2025;20(9). doi: 10.1371/journal.pone.0329983.

Zarbaliyev E, Özdemir A, Çelik S, Sohail A, Çağlıkülekçi M. The Relationship Between Smartphone Use in the Lavatory and Hemorrhoidal Disease. Turkish Journal of Colorectal Disease. 2021;31(3):217-223. doi: 10.4274/tjcd.galenos.2020.2020-6-4.

Giuliani A, Romano L, Lazzarin G, Maffione F, Valiyeva S, Schietroma M, Carlei F. Relationship between haemorrhoidal grade and toilet habits. Annali Italiani di Chirurgia. 2020;91:192-195. PMID: 31996480.

Peery AF, Sandler RS, Galanko JA, Bresalier RS, Figueiredo JC, Ahnen DJ, et al. Risk Factors for Hemorrhoids on Screening Colonoscopy. PLOS One. 2015;10(9). doi: 10.1371/journal.pone.0139100.