Il tecnico portoghese sta convincendo il gruppo con il suo approccio al lavoro: niente ritiri, una discreta libertà per i ragazzi. In campo, però, domina l’intensità. Ritmi alti e pochissime pause, tutto senza mai alzare la voce

31 luglio – 18:00 – PERTH (AUSTRALIA)

Il metodo Amorim sta conquistando il Milan. Si tratta di una rivoluzione “gentile” che ha come parola base l’empatia, quella che il tecnico portoghese sta creando con il gruppo. Non è un sergente di ferro, ma un allenatore che entra in sintonia con tutti i giocatori sia curando l’aspetto tecnico-tattico sia il rapporto umano con ognuno. Non lascia nessuno… indietro: giovani o leader, è Amorim con tutti. Nel senso che dedica lo stesso tempo e la stessa attenzione a tutti.

abbracci e italiano—  

Amorim e il suo staff arrivano al campo prima dei giocatori, su un loro pulmino: preparano il necessario per le esercitazioni e quando i calciatori entrano per il riscaldamento, Ruben dà la mano e li abbraccia tutti. Uno alla volta. Nessuno escluso. Un modo per creare un rapporto e una relazione, per far capire che l’allenatore non è solo uno che impartisce indicazioni. Amorim non parla ancora italiano (qualche parola però già la usa), ma capisce già diverse frasi. Ha fatto e farà altre lezioni con un professore perché sa l’importanza di dialogare in italiano nello spogliatoio. Nel frattempo si fa capire con l’inglese e i gesti.

circolo—  

Gli allenamenti iniziano tutti allo stesso modo, con la squadra raccolta in circolo che ascolta Amorim. Il tecnico ex United spiega che tipo di lavoro sarà fatto: non è monologo lungo minuti, ma il menù degli allenamenti è abbastanza vario e quindi qualche decina di secondi se ne va. Tanto per fare un esempio: anche ieri la squadra ha svolto una sola seduta, iniziata alle 12,30 australiane, e andata avanti per due ore. E’ stata conclusa dalla partitella, ma prima c’è stato molto altro. E poche pause, a parte quelle per bere.

tattica—  

Come evidente fin dal primo giorno, la parte tattica negli allenamenti di Amorim è predominante. Le sedute iniziano con il lavoro fisico che solitamente dura un quarto d’ora, tra scatti ed esercizi per la forza: sono questi gli unici minuti in cui non c’è il pallone. Poi però inizia il momento in cui più che i muscoli deve lavorare… il cervello. Le sagome in campo indicano le posizioni da tenere: 3-4-2-1 in fase offensiva 4-4-1-1 in fase di non possesso. I movimenti vengono ripetuti più volte, a volte con Amorim che corregge, ma senza mai alzare la voce. Pavlovic ha ribadito il concetto nell’intervista di oggi: pressione alta, possesso palla e coraggio. Rispetto allo scorso anno i cambiamenti sono notevoli e ci vuole tempo per metabolizzarli, ma la predisposizione c’è.

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libertà—  

La scelta di fare un solo allenamento (intenso) al giorno è anche per lasciare qualche ora libera ai giocatori. Non solo per recuperare, ma anche per… vivere. Una decisione che Amorim ha preso fin dal primo giorno a Milanello: niente ritiro a porte chiuse, ma giocatori liberi di tornare a casa nel pomeriggio e dormire con le famiglie. Naturalmente la mattina tutti a colazione a Milanello entro le 8,30, ma per il resto niente clausura da ritiro estivo in montagna con un unico tragitto, hotel-campo di allenamento. La stagione sarà lunga e meglio non iniziare a caricare la testa fin dall’estate. Anche in Australia i giocatori hanno momenti liberi prima e dopo l’allenamento e sabato avranno la possibilità di cenare fuori dall’hotel, dopo aver passato un pomeriggio libero. Serve a staccare con il calcio giocato.