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L’avvocato bacia la collega, immortalati da un tiktoker: ora la carriera è a rischio
IIntrattenimento

L’avvocato bacia la collega, immortalati da un tiktoker: ora la carriera è a rischio

  • 1 Agosto 2026

di
Matteo Persivale

Il legale aveva fatto vincere Sam Altman (Open Ai) in tribunale contro Elon Musk

Il falò delle vanità di Tom Wolfe è un romanzo che racconta magistralmente la caduta – sorprendente, improvvisa, grottesca – di uno dei «masters of the universe», i padroni dell’universo di Wall Street, che si ritrova con vita e carriera e famiglia distrutte da uno scandalo. Ma Wolfe (1930-2018) era un sommo giornalista e scrittore profondamente novecentesco: il suo protagonista è coinvolto in una tragedia, la morte di un uomo (anche se al volante c’era in realtà la sua amante). All’avvocato rampantissimo Nathaniel D. Cullerton è bastato un video di TikTok.

Cullerton, laurea (con lode) in Legge a Georgetown, praticantato con il giudice federale Guido Calabresi (una delle figure più importanti del diritto americano del dopoguerra), partner del potentissimo studio legale Wachtell, Lipton, Rosen & Katz di New York specializzato in fusioni e acquisizioni, appartamento di lusso nell’Upper East Side di Manhattan insieme con la moglie (anche lei bravissima avvocata), protagonista della recentissima causa da 150 miliardi di dollari tra Sam Altman (Open AI) e Elon Musk, non ha ucciso nessuno, e non era in auto mentre la sua amante uccideva qualcuno.



















































L’avvocato Cullerton era a Central Park, seduto su una panchina, abbracciato a una ragazza, quando un tiktoker che filma sconosciuti per intrattenere i suoi 3,5 milioni di follower lo ha rovinato. Cullerton, ha rivelato il Financial Times, sulla scia della vittoria in tribunale contro Musk, stava per passare insieme con altri colleghi a uno studio rivale. Il video – la ragazza sulla panchina con lui è una giovane collega — ha fatto ritirare l’offerta di lavoro e il suo studio — del quale al momento risulta essere ancora socio – l’ha sospeso.

Adesso Cullerton si ritrova con i paparazzi che gli fanno la posta sotto casa, la collega — non è sposata, anche lei con impeccabile curriculum professionale — viene seguita dai fotografi fino al brunch con i genitori in un albergo a downtown. La colpa? Un bacio, e una questione tra marito e moglie che diventa caso internazionale, con le conseguenze sull’idea stessa di privacy — tecnicamente erano in un luogo pubblico, il tiktoker difficilmente dovrà rispondere di qualcosa — ai tempi dei social media che finisce ancora una volta in primo piano.

Perché perfino nei commenti di TikTok — non esattamente una congrega di giuristi — il tenore generale è riassunto da «ormai non c’è neanche più bisogno del Grande Fratello per spiarci», una conseguenza del fatto che tutti abbiamo in tasca una videocamera ad alta definizione e in pochi secondi può finire tutto on line, in mondovisione se si hanno milioni di follower, in tempo reale.

Prima di internet, e sicuramente prima degli smartphone e dei social media (l’iPhone esce nel 2007, tre anni dopo la nascita di Facebook), esisteva quella che gli americani chiamano «practical obscurity», cioè due privati cittadini in un parco potevano presumere di avere, anche se in un luogo pubblico, un minimo di spazio personale. Questa aspettativa non esiste più. Negli Stati Uniti, in base al Primo Emendamento e alla giurisprudenza civile, generalmente non si ha una ragionevole aspettativa di privacy (a meno che non si superino specifiche soglie: molestie, stalking, diffamazione).

In Europa le leggi sono molto diverse, filmare qualcuno in pubblico e pubblicare il suo volto senza consenso, soprattutto se non si tratta di una figura pubblica o di un evento di rilevanza giornalistica, può comportare sanzioni e ordini di rimozione del video (fino ai paradossi, come la polizia tedesca che non ha diffuso sul suo account di X la foto del sospettato, in fuga, dopo l’attacco al Pride di Berlino, per tutelarne la privacy).

31 luglio 2026 ( modifica il 31 luglio 2026 | 23:49)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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