Un musicista romano di 55 anni, in città per un tour con l’Orchestra delle cento città, è stato trovato senza vita venerdì sera in una stanza al terzo piano dell’hotel Fortuna, in via Bonazzi. La compagna, una donna della stessa età, è stata rinvenuta priva di sensi ma ancora viva, seppur in condizioni gravissime. L’allarme è scattato quando i membri della band, in attesa sul palco della Sala dei Notari per l’esibizione serale, hanno notato il ritardo del loro collega e non sono riusciti a contattarlo.

Preoccupati per l’assenza ingiustificata, i musicisti hanno contattato la reception dell’albergo, chiedendo di verificare nella stanza del 55enne. Non ricevendo risposta nemmeno dal personale della struttura, è stato subito allertato il 118 e richiesto l’intervento dei vigili del fuoco. I pompieri, giunti sul posto intorno alle 22, sono stati costretti a forzare la porta della camera: l’uomo era già morto, mentre la compagna giaceva a terra in stato di incoscienza.

I sanitari del 118 hanno immediatamente prestato le prime cure alla donna, apparendo subito critico il suo quadro clinico, per poi trasferirla d’urgenza in ospedale a Perugia. Nella notte, vista la gravità della situazione, la 55enne è stata sottoposta a un delicato trasferimento nel centro iperbarico di Ravenna, dove è stata ricoverata in codice rosso. Per il musicista, purtroppo, ogni tentativo di rianimazione si è rivelato vano.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Perugia. Le indagini sono state coordinate dal sostituto procuratore di turno, Anna Maria Greco, che ha voluto presenziare personalmente al sopralluogo insieme al medico legale Anna Maria Verdelli, la quale ha effettuato una prima ispezione esterna sulla salma. Il corpo del 55enne è stato poi traslato in tarda notte all’istituto di medicina legale del capoluogo umbro, dove sarà quasi certamente disposta l’autopsia per fare piena luce sulle cause del decesso.

Secondo una prima ipotesi, formulata dagli inquirenti e dai vigili del fuoco, la tragedia potrebbe essere stata causata da una fatale intossicazione da monossido di carbonio, un gas incolore e inodore che in concentrazioni elevate uccide in pochi minuti. A supporto di questa tesi, i pompieri hanno effettuato una lunga e accurata ispezione all’interno dell’hotel con apposite strumentazioni. Per precauzione, l’intera struttura è stata evacuata e gli ospiti, tra cui molti dei colleghi musicisti rimasti sconvolti dalla notizia, sono stati trasferiti in altre strutture ricettive della città.

Al termine dei controlli, i vigili del fuoco hanno escluso la presenza di livelli pericolosi di monossido nelle altre camere e negli spazi comuni dell’hotel. Il mistero, al momento, rimane concentrato all’interno di quella stanza, dove l’uomo e la donna hanno trascorso le ultime ore. Secondo quanto ricostruito, il musicista non aveva avuto contatti con i colleghi dalla metà del pomeriggio, ma nessuno si era allarmato fino al momento dell’appuntamento sul palco.

Gli inquirenti stanno ora vagliando ogni dettaglio, tra cui l’impianto di riscaldamento e le apparecchiature presenti in camera, per determinare l’origine di quella che si prospetta essere una delle più classiche e insidiose trappole domestiche, verificatasi però in una struttura ricettiva. La salma è a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa del definitivo responso dell’esame autoptico.