Il Museo d’Arte della città di Ravenna è tra i vincitori del Pac 2026 – Piano per l’Arte Contemporanea, il programma promosso dalla direzione generale creatività contemporanea del Ministero della Cultura che sostiene l’incremento, la produzione e la valorizzazione del patrimonio pubblico di arte contemporanea. Il museo ravennate è stato selezionato nell’Ambito 2 – Produzione, Sezione III – Nuove opere, entrando tra i dodici progetti finanziati a livello nazionale.
Si tratta di un risultato di particolare rilievo: è la prima volta che il Mar presenta una candidatura in questa sezione del Pac e ottiene il finanziamento, un riconoscimento che premia la qualità della progettazione culturale del museo e il percorso di ricerca sviluppato negli ultimi anni intorno al mosaico contemporaneo.
Il progetto selezionato, “Geografie del mosaico contemporaneo. Shahzia Sikander”, curato da Daniele Torcellini, porterà alla realizzazione di una nuova opera monumentale dell’artista pakistano-americana Shahzia Sikander, una delle personalità più autorevoli della scena artistica internazionale. L’opera, dal titolo provvisorio “Shamsa”, entrerà a far parte della Collezione di Mosaici Contemporanei del Mar, arricchendo una delle raccolte più importanti dedicate all’arte musiva contemporanea.
Il finanziamento ministeriale rappresenta anche la naturale prosecuzione del percorso avviato dal Mar con la IX Biennale di Mosaico Contemporaneo “Luogo Condiviso” del 2025, che ha confermato Ravenna come punto di riferimento internazionale per la ricerca sul mosaico. In quell’occasione Shahzia Sikander è stata tra le protagoniste della Biennale con la mostra personale allestita a Palazzo Rasponi dalle Teste, dove ha presentato una ricerca capace di intrecciare identità culturale, politiche di genere, memoria e narrazioni postcoloniali attraverso un linguaggio multidisciplinare. Proprio il confronto con la tradizione musiva ravennate ha dato origine a una nuova fase della sua ricerca artistica, culminata nella realizzazione dell’opera “Fem-iconoclasm”, sviluppata in collaborazione con il Gruppo Mosaicisti Ravenna.
Con Shamsa, questo dialogo si approfondisce ulteriormente. L’opera, concepita appositamente per Ravenna, prende forma attorno al motivo della Shamsa – il “piccolo sole” della tradizione indo-persiana – reinterpretato come simbolo di energia generativa, emancipazione e conoscenza. Un disco radiante abitato da figure femminili e immerso in una foresta libera e indomita diventa metafora di un mondo in continua trasformazione, nel quale natura, memoria e identità dialogano attraverso il linguaggio del mosaico.
La realizzazione dell’opera avverrà attraverso una residenza artistica presso il Gruppo Mosaicisti Ravenna, articolata in più fasi di lavoro condiviso. L’artista seguirà direttamente il processo creativo insieme ai mosaicisti ravennati, in un confronto che coinvolgerà anche giovani professionisti formati all’Accademia di Belle Arti di Ravenna. Il progetto conferma così uno degli elementi distintivi della tradizione ravennate: la capacità del mosaico di nascere dall’incontro tra ideazione artistica, saper fare artigianale e sperimentazione contemporanea.
“L’assegnazione del Pac 2026 rappresenta una notizia di grande rilievo per il Mar e per Ravenna – dichiara Fabio Sbaraglia, assessore alla Cultura e al Mosaico del Comune di Ravenna –. Si tratta di un riconoscimento che premia una visione di politica culturale che la città porta avanti da anni: quella di un mosaico capace di dialogare con il presente e di continuare a essere terreno di ricerca, sperimentazione e produzione artistica. Il sostegno del Ministero, ottenuto alla prima candidatura del Mar nella sezione dedicata alla produzione, conferma la qualità del lavoro sviluppato dal museo e il ruolo che Ravenna ha saputo consolidare nel panorama internazionale del mosaico contemporaneo. Assume inoltre un valore particolare il fatto che questo progetto nasca da una relazione sviluppata nell’ambito della Biennale del Mosaico Contemporaneo. La partecipazione di Shahzia Sikander ha dato vita a un confronto con la città, con i suoi mosaicisti e con le sue istituzioni culturali. Il fatto che quel dialogo si traduca oggi in una nuova opera destinata alle collezioni pubbliche del Mar conferma una delle ambizioni più importanti della Biennale: creare connessioni tra artisti, competenze e luoghi, trovando nel mosaico contemporaneo un linguaggio capace di generare nuove collaborazioni e nuovo patrimonio culturale”.
Con questo nuovo riconoscimento il Mar consolida il proprio ruolo tra i musei italiani più attivi nella produzione culturale contemporanea e rafforza la vocazione internazionale di Ravenna come città in cui la tradizione millenaria del mosaico continua a generare nuove visioni, nuovi linguaggi e nuove opere destinate al patrimonio pubblico.