Sanchez: «Stop a Schengen dettato da ignoranza o interessi politici»
«Come sapete, all’inizio di questa settimana circa 50.000 migranti sono entrati irregolarmente e in modo improvviso in questo territorio spagnolo. In meno di 48 ore, il mio Governo è riuscito a ripristinare pienamente il controllo della frontiera, a fornire un’ampia assistenza umanitaria, a rimpatriare praticamente tutti i migranti che avevano attraversato irregolarmente il confine e a impedire qualsiasi movimento secondario non autorizzato verso l’Europa continentale. Tutto ciò è stato ottenuto in stretto coordinamento con le autorità marocchine e con un sostegno molto limitato da parte degli altri Stati europei, proseguendo al contempo una politica migratoria efficace e fondata sulla solidarietà che la Spagna porta avanti con coerenza da diversi anni. Una politica che ci ha consentito di ridurre drasticamente gli arrivi irregolari attraverso il nostro territorio, facendo della Spagna la seconda frontiera esterna più sicura dell’Unione europea, pur essendo l’unico Stato membro con una frontiera terrestre con l’Africa. Questa politica di successo ci ha inoltre permesso di aiutare altri Stati membri quando hanno affrontato crisi analoghe, come nel caso dei migranti arrivati nell’Europa orientale attraverso la Bielorussia nel 2021 e a Lampedusa nel 2023. Nonostante questi fatti incontestabili, la reazione dei governi europei nelle ultime ore è stata piuttosto disomogenea. La maggior parte ci ha espresso sostegno e solidarietà, offrendo anche assistenza. Altri, invece, hanno scelto di attaccare la Spagna e di chiedere la sua temporanea esclusione dall’area Schengen. Un simile atteggiamento – dettato da pregiudizi, fake news, ignoranza o interesse politico – non solo è contrario al diritto europeo, al diritto umanitario e ai principi di solidarietà che ci uniscono. È anche contrario agli interessi di lungo periodo dell’Europa e al più elementare buon senso, perché Ceuta non fa parte dell’area Schengen, perché non vi sono quasi più migranti irregolari da rimpatriare e perché la Spagna è, secondo Frontex, una delle frontiere esterne meno permeabili dell’Unione europea, con un numero di ingressi irregolari pari alla metà di quello registrato, ad esempio, in Italia negli ultimi anni (2021-2026). Nell’attuale contesto internazionale, l’Unione europea non può permettersi un tipo di reazione tanto egoistico, divisivo e contrario al diritto».