L’ultimo episodio nella notte tra mercoledì e giovedì, quando un missile russo è caduto in Polonia, a sud di Lublino, a 95 chilometri dal confine. Un errore, una conseguenza dell’attacco sull’Ucraina o chissà, una provocazione per testare la risposta della Nato. Sicuramente è un ulteriore episodio che dimostra quanto sia importante la tensione sul fianco est dell’Alleanza, con i Paesi che hanno di corsa riattivato la corsa al riarmo. La Polonia, che con la Russia condivide un confine di 232 chilometri, è in prima linea in questi sforzi. Ma da anni, e la guerra tra Mosca e Kiev ha solo accelerato il processo. Così, il 6 maggio, il viceremier e ministro della Difesa Władysław Kosiniak-Kamysz alla conferenza sull’industria della difesa “Defense24 Days” a Varsavia: «L’industria degli armamenti dovrebbe lavorare 24 ore su 24, sette giorni su sette. Entro il 2030, la Polonia avrà l’esercito più forte e più grande d’Europa, il meglio organizzato ed equipaggiato». Il bilancio della difesa oggi raggiunge i 200 miliardi di zloty (46,44 miliardi di euro). L’obiettivo della Difesa è aumentare il numero di soldati nell’esercito a 500.000, di cui 300.000 soldati professionisti e 200.000 riservisti. «Se non siamo attivi, non esiste un esercito, né un’altra alleanza che ci difenderà», ha detto ancora Kosiniak-Kamysz, sottolineando che la preparazione a una possibile minaccia, attraverso l’addestramento o la costruzione di difese e protezioni civili, consiste in «una difesa totale e universale». La Difesa ha sottolineato che Varsavia ha bisogno dello sviluppo dinamico della sua industria degli armamenti, compreso il trasferimento della produzione, come il sistema di difesa aerea Patriot, dagli Stati Uniti. 

Missile russo Kh-101 in Polonia, le foto dell’enorme cratere. Varsavia fa decollare i caccia

I 180 tank K2

Varsavia l’anno scorso ha firmato un accordo da 6,7 ​​miliardi di dollari per l’acquisto di altri 180 carri armati K2 sudcoreani, di cui 61 saranno prodotti in Polonia nello stabilimento di Bumar-Łabędy, dove è stato finalizzato l’accordo. Una volta completato l’accordo, entro il 2030, la Polonia avrà a disposizione circa 1.100 carri armati, una quantità superiore a quella di Germania, Francia, Regno Unito e Italia messe insieme. La Polonia ha iniziato ad acquistare carri armati K2 dalla Corea del Sud nel 2022, sotto l’ex governo di Law and Justice (PiS), e le prime unità sono arrivate a dicembre dello stesso anno. Il nuovo contratto comprende 180 carri armati, 81 veicoli di supporto, un pacchetto logistico, formazione, un programma completo di assistenza e riparazione e una fornitura di trasferimento tecnologico.

Il confronto con gli altri Paesi

Rzeczpospolita, importante quotidiano polacco, ha spiegato che la Polonia avrà oltre 950 carri armati moderni entro il 2030, inclusi 360 K2, 366 Abrams americani e 235 Leopard tedeschi. Se a ciò si aggiungono i 150 carri armati PT-91 Twardy prodotti in Polonia negli anni ’90, il totale sale a oltre 1.100. Per fare un confronto: Germania, Francia, Italia e Regno Unito hanno in totale meno di 950 carri armati, secondo Global Firepower, che raccoglie dati sulla consistenza delle forze armate. Tra questi, solo la Germania sta attivamente perseguendo l’espansione delle sue forze corazzate. All’interno della Nato, Turchia (2.238) e Grecia (1.344) dispongono di più carri armati. Ma molti di questi hanno decenni di vita. 

L’ondata di spese militari

Dall’invasione dell’Ucraina da parte della Russia nel 2022, Varsavia ha avviato un’ondata di spese militari senza precedenti. Nel 2025 ha aumentato il suo bilancio per la difesa al 4,7% del Pil, di gran lunga il livello relativo più alto nella Nato. Varsavia ha effettuato acquisti dalla Corea del Sud, tra cui i lanciarazzi K239 Chunmoo, gli aerei da combattimento leggeri FA-50 e gli obici semoventi K9. Una parte importante della spesa per la Difesa è stata destinata anche ai produttori statunitensi. Oltre ai carri armati Abrams, la Polonia ha firmato accordi anche per elicotteri Apache,  anciatori di artiglieria HIMARS, sistemi di difesa missilistica Patriot e dirigibili da ricognizione radar. 


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Il punto sui temi di attualità, ogni lunedì
Iscriviti e ricevi le notizie via email