Quando la canicola si abbatte sulle città, pensiamo subito a disidratazione, colpi di calore e criticità cardiocircolatorie. Eppure c’è un organo che patisce in silenzio: il cervello. Negli ultimi anni, la letteratura scientifica ha accumulato evidenze sempre più robuste sul legame tra temperature estreme e salute mentale. L’afa non causa soltanto disagio fisico: altera il sonno, intensifica lo stress biologico, peggiora l’umore e può esacerbare disturbi psichiatrici preesistenti. Con il cambiamento climatico, le ondate di calore sono più frequenti, più intense e più prolungate. Per questo gli specialisti considerano oggi l’impatto della calura sulla psiche una priorità emergente di sanità pubblica.

Aumentano le emergenze psichiatriche

Revisioni sistematiche e meta-analisi pubblicate di recente convergono su un dato: durante i picchi termici crescono i ricoveri per patologie psichiatriche e gli accessi in pronto soccorso per crisi d’ansia, agitazione, episodi psicotici e altri disturbi della salute mentale. L’entità dell’incremento varia tra aree e studi, ma la direzione è costante: all’aumentare delle temperature aumenta la domanda di assistenza per problemi psicologici e psichiatrici. Diverse indagini epidemiologiche segnalano inoltre un lieve incremento del rischio di suicidio e della mortalità tra le persone con disturbi mentali durante i periodi torridi, un’associazione osservata in molte popolazioni che necessita però di ulteriori approfondimenti sui meccanismi in gioco.

Perché il cervello soffre il caldo

La spiegazione è in gran parte biologica. Di fronte al calore, l’organismo attiva la termoregolazione per mantenere stabile la temperatura corporea: sono coinvolti l’ipotalamo, il sistema nervoso autonomo e neurotrasmettitori come serotonina, dopamina e noradrenalina, che modulano insieme risposta allo stress, umore e funzioni termiche. L’afa facilita inoltre la disidratazione e aumenta il cortisolo, l’ormone dello stress. Il risultato può essere irritabilità, difficoltà di concentrazione, affaticamento mentale e minore tolleranza agli stress quotidiani.

Le notti tropicali minano il benessere psicologico

Uno dei meccanismi più documentati riguarda il sonno. Per addormentarsi il corpo deve abbassare leggermente la temperatura interna; quando le notti restano calde, questo passaggio risulta meno efficiente. Le cosiddette “notti tropicali” moltiplicano i risvegli, riducono il sonno profondo e compromettono il recupero psico-fisico. Dopo più notti consecutive di riposo inadeguato aumentano stress, irritabilità, ansia, difficoltà di memoria e si riducono le capacità cognitive.

Chi è più vulnerabile

Gli effetti della calura non colpiscono tutti nello stesso modo. Le persone con schizofrenia e altri disturbi psicotici rientrano tra i gruppi più esposti: alcuni antipsicotici riducono la capacità di disperdere il calore tramite la sudorazione, accrescendo il rischio di surriscaldamento. Anche chi soffre di depressione, disturbo bipolare, disturbi d’ansia o dipendenze può sperimentare un peggioramento dei sintomi durante le ondate di calore. Esiste poi una forma meno nota di Disturbo Affettivo Stagionale a esordio estivo, riconosciuta dai principali manuali diagnostici internazionali: è molto più rara della forma invernale ed è caratterizzata da insonnia, calo dell’appetito, agitazione, irritabilità e riduzione delle interazioni sociali. Attenzione particolare va riservata inoltre agli anziani, a chi convive con malattie croniche, a chi vive solo e a quanti assumono farmaci in grado di alterare la termoregolazione.

Come difendere anche la salute mentale

Per mitigare l’impatto del caldo sul cervello e sul benessere psicologico, gli esperti raccomandano di:

bere con regolarità nell’arco della giornata, anche in assenza di sete;

mantenere la camera da letto fresca e ben ventilata;

limitare l’attività fisica nelle ore centrali;

evitare l’eccesso di alcol e le sostanze che favoriscono la disidratazione;

non sospendere né modificare da soli eventuali terapie psichiatriche;

contattare il medico in caso di improvviso peggioramento dell’umore, marcata agitazione, confusione o alterazioni del comportamento.

Con l’innalzamento progressivo delle temperature, la dimensione psicologica entra a pieno titolo nelle strategie di prevenzione delle emergenze climatiche. Proteggersi dall’afa significa non solo tutelare cuore, polmoni e reni, ma anche salvaguardare l’equilibrio del cervello e la salute mentale.

Fonti scientifiche

World Health Organization (WHO), Climate Change and Mental Health.

American Psychological Association (APA), Mental Health and Our Changing Climate.

The Lancet Planetary Health, revisioni sistematiche sugli effetti delle ondate di calore sulla salute mentale.

JAMA Psychiatry, studi osservazionali su temperature elevate, accessi ai servizi di emergenza psichiatrica e salute mentale.

Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), Sixth Assessment Report – Health, Wellbeing and Climate Change.

Thompson R. et al., Heat and Mental Health: A Systematic Review and Meta-analysis, The Lancet Planetary Health.

Berry H.L., Waite T.D., Dear K.B.G. et al., ricerche sugli effetti del caldo estremo sulla salute mentale pubblicate su Environmental Health Perspectives e Nature Climate Change.