di
Lara Sirignano
Ci sono altri quattro dispersi. All’origine del disastro, probabilmente, il cedimento strutturale della palazzina
I soccorritori a Messina hanno recuperato nella notte una seconda vittima del crollo della palazzina che, nel rione Pistunina, giovedì scorso, è collassata su sé stessa sbriciolandosi. Si tratta di Rosa Leone.
Chi sono i dispersi
Venerdì era stato trovato senza vita il fratello Carmelo. Mancano all’appello ancora Sara Leone, sorella delle due vittime, il marito di Rosa, Santino Magazzù, Lhairu Warnakulasuriya, il badante cingalese della coppia e Alessandra Frazzica, la commessa 21enne che lavorava nel negozio del primo piano. Col passare delle ore la speranza di trovarli vivi è però sempre più flebile.
Le difficoltà delle ricerche
«Le prime 36 ore sono decisive», aveva detto ieri il comandante dei vigili del fuoco di Messina Michele Cipolla che con una sessantina di uomini lavora a quel che resta dell’edificio, un palazzo noto in città, storica sede dell’attività commerciale di Giuseppe Leone, padre di Carmelo, Sara e Rosa che erano stati impiegati nel negozio di famiglia.
A ostacolare le ricerche dei dispersi sono, oltre all’enorme quantità di macerie e alla necessità di mettere in sicurezza l’area, i focolai che si sprigionano dalle batterie al litio custodite nel bazar, gestito da cinesi, del primo piano. Lì Alessandra faceva la commessa: «Cercava di mantenersi agli studi con qualche lavoretto» ha raccontato la madre.
Le cause del crollo
Solo terminati gli interventi per scongiurare altri crolli, i pompieri inizieranno i rilievi per risalire alle cause del disastro. Sembra, comunque, sempre più improbabile che all’origine di ci sia stata un’esplosione provocata da una fuga di gas. L’ipotesi che si fa strada ora è che l’immobile abbia avuto un cedimento strutturale.
Al piano terra, che i Leone avevano affittato a una macelleria, stavano facendo lavori di ristrutturazione. Ed è sul cantiere e sull’esecuzione delle opere, dunque, che si concentrano al momento le indagini della Procura di Messina che ha aperto una inchiesta per disastro colposo.
Carmelo, Rosa e Sara, rimasti proprietari della palazzina di famiglia, vivevano all’ultimo piano, in tre diversi appartamenti. «Mia madre non doveva neppure essere lì», ha raccontato la figlia. «Era in villeggiatura con mio padre, ed era solo andata ad aiutare la sorella che aveva problemi nel camminare».
1 agosto 2026 ( modifica il 1 agosto 2026 | 13:14)
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