Il portoghese, l’acquisto più caro nella storia del Milan, dovrà combattere contro le difese italiane e anche sul fatto che in rossonero da Inzaghi in poi…


Andrea Ramazzotti

Giornalista

1 agosto – 12:28 – MILANO

Per vincere la maledizione della maglia numero 9, che dall’addio di Filippo Inzaghi è stata indossata con successo solo da Olivier Giroud, Gerry Cardinale non ha badato a spese e ha fatto di Gonçalo Ramos l’acquisto più costoso della storia del Milan. Oltre 70 milioni, compresi i bonus, per giocare d’anticipo sulla concorrenza e portare a Milanello un attaccante che con la maglia del Psg ha vinto, da attore non sempre protagonista, le ultime due Champions League. Il nuovo 9 del Diavolo ha una bacheca importante e la voglia di essere decisivo in un campionato che lo metterà alla prova più di quello portoghese e di quello francese: in Serie A, nel club italiano con più Champions vinte, sarà titolare e il connazionale Amorim, che lo ha fortemente voluto, gli chiederà i gol per volare in alto. Magari ad altezza… seconda stella, quella che i cugini dell’Inter hanno cucito sulla maglia nel 2024 e che i sostenitori del Milan vorrebbero festeggiare il prima possibile. 

MALEDIZIONE—  

Gonçalo Ramos, che ha anche un secondo nome, Matias, è il bomber che i milanisti negli ultimi anni speravano di aver trovato affidando la maglia numero 9, nell’ordine, ad Alexandre Pato (2012-2013), Alessandro Matri (2013-2014), Fernando Torres (2014-2015), Mattia Destro (2014-2015), Luiz Adriano (2015-2016), Gianluca Lapadula (2016-2017), André Silva (2017-2018), Gonzalo Higuaín (2018-2019), Krzysztof Piątek (2019-2020), Mario Mandžukić (2021), Luka Jović (2024-2025) e Niclas Füllkrug (2025-26). L’unico a interrompere questa lunghissima eclisse della numero 9 è stato Giroud, che dal 2021 al 2024 ha segnato ed è stato importante per la vittoria dello scudetto conquistato nel 2022. Gonçalo è chiamato a ripercorrere il cammino del francese e farà tutto il possibile perché ciò accada. Sabato 25 luglio si è sposato con la storica fidanzata, Margarida Amaral Dominguez, dalla quale nel giugno scorso ha avuto un figlio, Bernardo, ma niente viaggio di nozze: nei giorni successivi è subito partito per l’Australia dove si è messo a disposizione di Amorim per iniziare a entrare nel mondo Milan. A 25 anni compiuti è consapevole di essere nel momento clou della sua carriera, di essere stato “eletto” dal Diavolo giocatore simbolo della sua “ricostruzione” dopo due mancate qualificazioni alla Champions League. È il primo grande colpo firmato di persona dal patron Cardinale che ha sfruttato anche il legame con il super agente Jorge Mendes per anticipare la concorrenza. 

ORIGINI—  

Ramos è nato il 20 giugno 2001 a Olhão, città dell’Algarve che si affaccia sull’Atlantico, ed è figlio di Manuel Ramos, ex calciatore professionista originario dell’Alentejo, in particolare della zona di Amareleja: Manuel ricopriva prevalentemente il ruolo di esterno offensivo e, tra le altre, ha indossato le maglie di Farense (dal 1996 al 1999) e Salgueiros (dal 1999 al 2001). Oltre a queste, le maglie delle nazionali giovanili portoghesi: Under 17, Under 20 e Under 21. Anche nella famiglia della madre, Idília, però ci sono tracce… di pallone, visto che il nonno materno ha giocato nell’Olhanense e lo ha spesso accompagnato agli allenamenti pomeridiani quando i genitori lavoravano. Gonçalo è rimasto molto legato all’Algarve e lì da anni si svolge un torneo per giovani, presso lo stadio José Arcanjo di Olhão, intitolato a lui. Ha iniziato giocando per strada, usando sassi come pali della porta e un pallone malconcio, ma si è allenato parecchio anche nel cortile della casa dei genitori e di quella dei nonni. I vicini non erano contenti che il pallone arrivasse spesso dall’altra parte della staccionata, ma vedendolo adesso segnare con la maglia del Portogallo ripenseranno con il sorriso a quegli anni. La prima squadra che lo ha tesserato, a 8 anni, è stata lo Sporting Clube Olhanense. Dodici mesi dopo si è trasferito al Louletano Desportos Clube di Loulé, per poi entrare a far parte della Casa do Benfica, una sorta di selezione-filtro per la prima squadra di Seixal che lo ha preso nel 2013, quando di anni ne aveva dodici. Lasciare la sua casa non è stato semplice, ma i genitori lo hanno aiutato andandolo sempre a trovare nei weekend e a vedere nei tornei che giocava. In più il trasferimento al Benfica gli ha fatto scoprire l’amore per le Aquile e per quella che è tutt’ora la squadra del suo cuore. Quella in cui sogna di tornare per concludere la sua carriera. Al Benfica ha debuttato nel gennaio 2019 nella formazione B e nel 2020 in prima squadra: da ricordare soprattutto quest’ultimo evento visto che contro il Desportivo das Aves ha segnato due reti in 8 minuti, dopo essere entrato all’85’ al posto di Pizzi. Anche nelle giovanili, però, aveva fatto parlare di sé, avendo aiutato il Benfica a centrare la qualificazione alla finale della Youth League, la Champions dei Primavera, nella stagione 2019-20, persa poi contro il Real Madrid (3-2) nonostante una sua doppietta. Jorge Jesus lo ha fatto crescere e lo ha portato stabilmente tra i grandi dopo gli 11 gol siglati in 12 incontri del 2020-21 nella formazione B del Benfica, ma davanti aveva un certo Darwin Nunez, l’uruguaiano autore di una stagione da 34 reti, e così poche volte Ramos ha fatto il 9. A lanciarlo è stato Nélson Veríssimo, che ha sostituito l’attuale ct del Portogallo e gli ha consentito di segnare, il 13 aprile 2022, ad Anfield Road nel pareggio per 3-3 contro il Liverpool nella gara di ritorno dei quarti di finale di Champions. 

TRIPLETTE—  

Il tecnico a cui è più legato, però, è Roger Schmidt, che nel 2022-23 gli ha permesso di firmare la prima tripletta con il Benfica, nell’andata del terzo turno preliminare di Champions contro il Midtjylland. Pochi mesi dopo sarebbe arrivata la convocazione per i Mondiali in Qatar, per lui che in precedenza non era mai stato chiamato dal ct Fernando Santos. Nella Coppa del Mondo, tanto per non smentirsi, ha realizzato un’altra tripletta, negli ottavi di finale contro la Svizzera, prima che il suo Portogallo fosse eliminato nei quarti dal Marocco. E a proposito di triplette e di nazionale, tre gol nello stesso incontro Ramos li ha festeggiati anche nella semifinale dell’Europeo Under 19 del 2019 vinta contro l’Irlanda del Nord: si è laureato miglior marcatore del torneo, ma ha perso la finale contro la Spagna. Il resto della storia di Ramos è più o meno nota, con il passaggio in prestito (con obbligo di riscatto fissato a 65 milioni) dal Benfica al Psg. A Parigi è stato compagno di Messi e Mbappé e ha vinto tutto quello che c’era da vincere, comprese due Champions League, offrendo un contributo importante (45 gol in 131 incontri) nonostante Luis Enrique abbia spesso scelto di farlo partire dalla panchina. Superato un infortunio a una caviglia, Gonçalo ha risposto con grande professionalità, grande impegno negli allenamenti e zero polemiche. Ha un fratello di nome Lourenço, classe 2011, tesserato per il Benfica: non gioca centravanti, ma attaccante esterno. È bravo con il sinistro e dribbla spesso: seguirà la carriera di Gonçalo? 

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DA STREGONE A PISTOLERO—  

Per la sua abilità nel segnare, i compagni delle giovanili del Benfica lo avevano soprannominato Il Mago o Lo Stregone, perché dopo ogni gol si metteva le mani davanti la faccia come a leggere una sfera di cristallo, ma con il passare degli anni la sua esultanza dopo una rete e il suo mimare il gesto di sparare con due pistole lo ha trasformato nel Pistolero dell’Algarve. Il suo idolo è sempre stato Cristiano Ronaldo, che Ramos considera la prova di come attraverso il lavoro e l’abnegazione si possono ottenere grandi risultati, ma ammira anche Lewandowski e Ibrahimovic, che adesso ritroverà come consulente di Cardinale al Milan. Da ragazzo ha iniziato facendo il centrocampista offensivo e la seconda punta, ma per sfruttare la sua abilità sotto porta è stato progressivamente avanzato. Il suo background calcistico gli permette adesso di avere la visione del gioco tipica degli ruoli ricoperti in precedenza, il senso dell’inserimento in area di rigore, l’abilità nel non dare punti di riferimento ai difensori avversari, la voglia di partecipare al pressing immediato con letture… da centrocampista. Tutte caratteristiche che sembrano ideali per il gioco di Amorim, che è solito chiedere al suo centravanti sacrificio e dialogo con i compagni. I tifosi rossoneri già stanno comprando la maglia numero 9 con il suo nome, innamoratisi di lui dopo la rete decisiva realizzata di testa, su cross di Leao, nella sfida che ha eliminato dal Mondiale la Croazia di Modric, suo nuovo compagno di squadra. Adesso Gonçalo avrà qualcosa da farsi perdonare da Luka. Con qualche rete… da tre punti, ci riuscirà in fretta. Meglio ancora se su assist del fenomenale croato.