di
Vera Martinella

Ricordarsi che le creme protettive non schermano il 100% dei raggi ultravioletti. L’efficacia diminuisce quando sono applicate in quantità insufficiente o non sono riapplicate come indicato, ad esempio dopo un bagno al mare o una sudata

Il rapper Salmo, in un video pubblicato sui suoi social ha annunciato di avere un carcinoma basocellulare noto anche come basalioma
Quanto è pericoloso questo tumore della pelle? Quali sono i fattori di rischio? Come ci si ammala e come si cura?   

Che cos’è

«Il basalioma è il tumore della pelle più frequente, legato soprattutto all’esposizione al sole e ai danni dei raggi UV  – spiega Mario Santinami, direttore della Struttura Melanoma e Sarcoma alla Fondazione IRCCS Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori Milano  – . Cresce lentamente e raramente produce metastasi, motivo per cui viene definito un tumore “buono”».
Se trascurato o ignorato, può infiltrarsi nei tessuti e sfigurare il paziente, specie quando è localizzato sul viso.
Il rapper precisa di aver usato «creme protettive», come è corretto fare per salvarsi la pelle (si legga qui) ma bisogna sempre ricordare che nessuna crema scherma il 100% dei raggi ultravioletti e che l’efficacia diminuisce quando il prodotto viene applicato in quantità insufficiente o non viene riapplicato come indicato, ad esempio dopo un bagno al mare o una sudata (si legga qui).




















































Chi rischia di più

Il basalioma è più frequente nelle persone con fototipo chiaro, che si espongono più intensamente alle radiazioni ultraviolette e che riferiscono pregresse ustioni solari.
Il principale fattore di rischio, infatti, è l’esposizione prolungata e intensa alle radiazioni solari.
Il 20% dei basaliomi, poi, origina sulla pelle non esposta al sole. In questi casi le cause possono essere:

  • esposizione alle radiazioni ionizzanti;
  • riduzione cronica dell’attività del sistema immunitario (per esempio in corso di malattie come l’Aids o in seguito a terapie immunosoppressive dopo un trapianto d’organo);
  • fattori genetici che favoriscono un aumentato rischio di sviluppare la neoplasia. 

Come riconoscerlo, i sintomi

«Per riconoscerlo bisogna prestare attenzione lesioni che non guariscono, sanguinano o appaiono infiammate per molti giorni  –  dice Santinami  – . Si manifesta generalmente come una piccola erosione cutanea, con margini appena rilevati, spesso coperta da una crosticina che tende a cadere e a riformarsi.
Come per la totalità dei tumori cutanei una diagnosi tempestiva è sempre possibile con la semplice osservazione dermatologica, eventualmente integrata da una biopsia» . 

Come si cura

Se la diagnosi è tempestiva, la cura può consistere nella semplice rimozione chirurgica in anestesia locale: questo basta a far guarire definitivamente oltre il 90% dei pazienti. Negli ultimi anni, poi, per il basalioma in sostituzione del bisturi sono stati studiati nuovi farmaci efficaci: sono pillole o creme da applicare direttamente sulla lesione che possano curare il tumore, risparmiando i segni sgraditi che le operazioni possono lasciare (specie in aree delicate come il viso). «Per i basaliomi ampi più di 2 centimetri – continua Santinami – per quelli che si ripresentano o che sono localizzati su cuoio capelluto, viso e collo, la chirurgia di Mohs può essere la soluzione più indicata: ovvero si asporta la lesione e, durante l’intervento, una parte viene inviata al patologo perché la analizzi e dica al chirurgo dove ampliare l’asportazione in base alla presenza di cellule cancerose non visibili ad occhio nudo nella cute circostante o in profondità». 

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1 agosto 2026 ( modifica il 1 agosto 2026 | 16:55)