Con l’estate aumentano le punture di zanzara e cresce anche l’attenzione verso le malattie che questi insetti possono trasmettere. Tra le più sorvegliate c’è la Dengue, un’infezione virale diffusa in molte aree tropicali e subtropicali del mondo e monitorata costantemente anche in Italia dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS).
I dati più recenti invitano alla prudenza, ma non all’allarmismo. Nel nostro Paese, infatti, tutti i casi registrati dall’inizio del 2026 sono stati contratti all’estero e, al momento, non risultano focolai di trasmissione autoctona. La presenza della zanzara tigre rende fondamentale mantenere alta la sorveglianza durante tutta la stagione estiva.
I numeri dell’ISS: 169 casi nei primi sei mesi del 2026
Secondo la dashboard nazionale sulle arbovirosi dell’ISS, aggiornata al 7 luglio 2026, dal 1° gennaio al 30 giugno sono stati confermati 169 casi di Dengue.
Tutte le infezioni sono risultate importate, cioè contratte durante viaggi all’estero. Il 71% dei casi è riconducibile a soggiorni alle Maldive, mentre non è stato registrato alcun decesso.
Le regioni che hanno diagnosticato il maggior numero di casi sono:
- Lombardia: 34 casi;
- Emilia-Romagna: 30;
- Lazio: 25;
- Toscana: 23.
Nello stesso periodo sono stati segnalati anche 13 casi di Chikungunya, prevalentemente acquisiti alle Seychelles, e 3 casi di infezione da virus Zika, tutti importati.
Perché la Dengue può interessare anche l’Italia
La Dengue non si trasmette direttamente da una persona all’altra.
Per diffondersi ha bisogno della puntura di una zanzara del genere Aedes. Nel mondo il principale vettore è Aedes aegypti, mentre in Italia è presente soprattutto Aedes albopictus, la zanzara tigre.
Se una zanzara punge una persona infetta appena rientrata da un Paese in cui il virus circola, può acquisire il virus e trasmetterlo successivamente ad altre persone. È questo il motivo per cui ogni caso importato viene monitorato con grande attenzione dalle autorità sanitarie.
I sintomi da riconoscere
L’incubazione varia generalmente da 3 a 14 giorni, più spesso tra 4 e 10 giorni.
Molte persone possono non sviluppare alcun sintomo oppure presentare una forma lieve della malattia. Quando invece la Dengue si manifesta, i sintomi più frequenti sono:
- febbre alta improvvisa;
- forte mal di testa;
- dolore dietro gli occhi;
- dolori muscolari e articolari molto intensi, da cui deriva il nome di “febbre spaccaossa”;
- nausea e vomito;
- eruzione cutanea;
- ingrossamento dei linfonodi.
Nella maggior parte dei casi la guarigione avviene spontaneamente nell’arco di una o due settimane.
Più raramente, soprattutto in caso di una seconda infezione causata da un diverso sierotipo del virus, possono comparire forme gravi con emorragie, perdita di liquidi e shock, che richiedono un ricovero urgente.
Chi sviluppa febbre alta dopo un viaggio in un Paese tropicale o subtropicale dovrebbe contattare rapidamente il proprio medico e riferire gli spostamenti effettuati.
Come proteggersi dalle punture di zanzara
Non esiste una terapia antivirale specifica contro la Dengue. Per questo la prevenzione rimane la strategia più efficace. Gli esperti raccomandano di:
- utilizzare repellenti cutanei autorizzati;
- indossare abiti chiari e a maniche lunghe nelle ore di maggiore attività delle zanzare;
- installare zanzariere e utilizzare ventilatori o climatizzatori quando possibile;
- eliminare i ristagni d’acqua da sottovasi, secchi, annaffiatoi e altri contenitori presenti all’esterno delle abitazioni;
- cambiare frequentemente l’acqua delle ciotole degli animali.
Anche piccoli ristagni possono diventare luoghi ideali per la deposizione delle uova della zanzara tigre.

Lo studio italiano: intervenire subito può ridurre i contagi
Uno studio coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità e dalla Fondazione Bruno Kessler, pubblicato nel 2026 sulla rivista Eurosurveillance, ha analizzato i principali focolai italiani di Dengue.
I ricercatori hanno osservato che quasi tutte le trasmissioni locali avvengono entro circa 400 metri dal caso iniziale. La diagnosi precoce dei casi importati e gli interventi tempestivi di disinfestazione nelle aree interessate consentono di ridurre di oltre il 40% la trasmissione secondaria del virus.
È un risultato importante che conferma come la rapidità di segnalazione, il controllo della zanzara tigre e la collaborazione dei cittadini rappresentino gli strumenti più efficaci per impedire la nascita di nuovi focolai autoctoni.
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Istituto Superiore di Sanità (ISS) – Dashboard nazionale Arbovirosi e aggiornamento epidemiologico sulla Dengue.
Epicentro ISS – Dengue.
Ministero della Salute – Dengue: sorveglianza, prevenzione e controllo.
Manica M. et al., Autochthonous transmission patterns of dengue virus serotype 2 in Italy.



