Se siete stanchi della solita comicità e avete bisogno di una sana dose di follia e genialità surreale, c’è un autore che ha saputo rivoluzionare il modo di fare satira in Italia: Maccio Capatonda. Il creatore di finti trailer indimenticabili e di neologismi ormai entrati nel vocabolario comune spegne 48 candeline il 2 agosto. In circa vent’anni di carriera, l’artista abruzzese ha dimostrato una straordinaria capacità di reinventarsi. Dagli esordi esilaranti sul piccolo schermo al successo al cinema e sulle piattaforme streaming, ha smascherato i vizi degli italiani con la sua ironia tagliente, consacrandosi come una delle menti più brillanti e imprevedibili dello spettacolo.
Chi è Maccio Capatonda
All’anagrafe Marcello Macchia, l’attore, regista e autore nasce a Vasto (Chieti) il 2 agosto 1978, per poi crescere nel capoluogo teatino. Fin da ragazzino dimostra un’attrazione fatale per le videocamere, realizzando i suoi primi cortometraggi amatoriali ad appena nove anni. Dopo la maturità classica si trasferisce a Milano, dove si laurea in Tecniche Pubblicitarie e inizia a esplorare dall’interno il mondo della comunicazione e della produzione video, che in seguito dissacrerà puntualmente nelle sue opere.