di
Francesca Angeleri

L’influencer: «Ho fatto la commessa e la cameriera, dicevano che assomigliavo alla Hunziker»

«Quando penso all’inizio dei social, mi sembra la preistoria». Veronica Ferraro: un milione e 300 mila follower su Instagram, imprenditrice digitale, mamma di Orlando, migliore amica di Chiara Ferragni, innamoratissima di Davide Simonetta (praticamente onnipresente nell’elenco degli autori a Sanremo). 

Ferraro, prima dei social? 
«Ho frequentato il liceo Berchet, poi Giurisprudenza cambiando in Lettere». 



















































Ha finito? 
«Mi mancano tre esami, tra cui lo scritto di latino. Ultimamente ho pensato che potrei provare a laurearmi». 

È vero che ha fatto la commessa? 
«Per diversi anni, in una catena di vestiti. Mi promossero a visual merchandiser. D’estate facevo la cameriera in una pensione a Pietra Ligure, era un posto frequentato solo da anziani. Ricordo una signora che mi diceva che assomigliavo a Michelle Hunziker». 

Nascono i social e lei ci si tuffa dentro? 
«Fin dall’inizio. Mi è sempre piaciuto scattare fotografie. All’inizio non ero io il soggetto ma amici e paesaggi. Le caricavo su Flickr, una piattaforma nata prima di Instagram. E anche su un altro social, 2.0, che aveva fondato un mio fidanzato di allora. Era conosciuto in Lombardia, aveva 300mila iscritti. Un genio, poteva essere il nuovo Zuckerberg». 

Fu lui ad aprirle The Fashion Fruit? 
«Chiara aveva aperto The Blonde Salad e mi spinse a fare lo stesso. Mi piacevano molto i blog americani. Martino me lo aprì, lo gestiva, scattava le fotografie. In seguito arrivò Instagram e risucchiò tutti i blog». 

Quanto devono gli influencer a Chiara Ferragni? 
«Ha creato una professione. È stata una pioniera. Ha sempre avuto una visione molto rapida del settore e uno sguardo rivolto al trend successivo. È sempre stata concentrata sul business. Chiara è stata molto costante nel portare avanti il proprio racconto. Ha fatto tutto da sola, senza scorciatoie né agganci». 

Lei le è stata sempre vicina. 
«Come lei con me. Non è mai cambiata, neppure all’apice del successo: i suoi amici sono rimasti gli stessi. Non credo di aver fatto nulla di speciale standole accanto nei momenti difficili: nelle amicizie esistono periodi in cui tutto va bene e altri in cui tutto va male, e bisogna esserci comunque». 

Si sarebbe mai aspettata tutto ciò che è accaduto? 
«Mai. Le è crollato tutto il mondo addosso nello stesso momento. È stata dipinta come Satana. Ricordo perfino che a una festa di paese fecero un rogo con la sua figura. Non so chi sarebbe riuscito a restare in piedi. A portare il sole. È stato un trauma sproporzionato». 

Il sole? 
«Illumina le stanze in cui entra, ha un modo di fare fanciullesco». 

Sempre? 
«Una volta eravamo a Rapallo, c’era anche sua mamma, era il periodo più difficile. Una mattina lei scoppiò in lacrime. Aprimmo la finestra, sul mare: tra le nuvole spuntò un raggio di sole. La abbracciai: “Vedrai che prima o poi lo vedrai anche tu”. Quando mi sposai ricordò quel momento nel discorso che ci dedicò». 

Lei e Davide Simonetta siete innamoratissimi. 
«La prima volta che ne sentii parlare ero in Puglia con Chiara e Fedez, era il suo produttore. Diceva: “Simonetta è un genio”, io pensavo fosse una donna. A Milano organizzarono una cena e c’eravamo entrambi». 

Vi piaceste subito? 
«Ci piacevamo, ma tutti e due eravamo sfuggenti. Avevamo altre relazioni. Io pensavo sempre a lui. Era particolare. Da un lato mi mostrava interesse, poi però spariva, faceva cose strane tipo perdere la macchina… Davide ha sempre vissuto a Bagnolo Cremasco, dove è nato, e stava chiuso nel suo studio a lavorare. È come suo padre che a 80 anni ancora fa il commercialista. Crema era il centro: dentista, palestra, medico. A Milano veniva pochissimo, non viaggiava…». 

Con lei è cambiato tutto? 
«A febbraio ci siamo messi insieme ufficialmente e ad aprile eravamo a Dubai, che non era proprio nelle sue corde. I suoi amici erano sconvolti». 

Alla fine: cosa vi ha unito? 
«Sanremo 2022: Davide aveva scritto Sesso occasionale con Tananai. Che arrivò ultimo. Lui era comunque felice e ha trasformato quella posizione nel trampolino della sua carriera». 

Mentre Davide? 
«Era disperato. Scappò e sentì che l’unica persona con cui voleva stare in quel momento ero io. Arrivò da me alle 4 del mattino». 

Il luogo in cui è più felice di averlo portato? 
«Los Angeles è la città che più amo al mondo. Sarà il clima, il sole, gli odori, l’aria, i tragitti in macchina con l’oceano accanto, i tramonti e i cieli rosa… mi trasmette una pace incredibile. Anche Davide se ne è innamorato». 

Cosa le ha dato e tolto il suo lavoro? 
«Mi ha dato quasi tutto: viaggi, esperienze meravigliose, la possibilità di guadagnare facendo ciò che mi piace. Può farti perdere il contatto con la realtà. Provo un senso di colpa legato al privilegio: penso alle persone che svolgono lavori molto più impegnativi, salvano vite e guadagnano meno di noi». 

Allora anche i calciatori… 
«L’influencer è una professione recente, si avverte maggiormente il bisogno di giustificarsi». 

È in evoluzione? 
«Oggi finalmente è più regolamentato, grazie all’elenco Agcom. C’è più trasparenza». 

Quali sono i valori importanti? 
«Vengo da una famiglia semplice. Mio padre era geologo, mia madre lavorava in una compagnia assicurativa. All’inizio remavano contro, contava studiare. Mi hanno insegnato a non fare azzardi e, nel bene, anche frenata. A volte vorrei lasciarmi andare, essere meno politicamente corretta». 

Tra dieci anni? 
«Vorrei stare più dietro le quinte. Ho aperto un mio brand, “Not after ten”». 

Il momento più emozionante sul lavoro? 
«Lo show di Versace a LA. C’era Donatella ed ero una delle pochissime influencer italiane. Conobbi Miley Cyrus, gentilissima. La sfilata era sul tetto di un parcheggio, al tramonto. Mi sentivo al posto giusto nel momento giusto». 

Il suo matrimonio: non si parlava d’altro sui social. Si esibirono per voi molte star della musica italiana. 
«Non ci aspettavamo che qualcuno avrebbe cantato. Davide diceva: “Non avranno voglia”. È accaduto in modo naturale. C’erano: Dargen, Giuliano dei Negramaro, Emma, Tananai. Achille Lauro è venuto all’inizio. Annalisa era l’unica di cui sapevamo, ha cantato alla cerimonia». 

Annalisa è la ex di suo marito. 
«Sono stati 5 anni insieme. Ma al matrimonio c’era anche il mio ex marito Giorgio (Merlino, personal trainer, ndr). Quando stai tanto con qualcuno e resta un bel legame, si costruisce quasi una famiglia». 

Voi la vostra famiglia l’avete costruita con il piccolo Orlando. 
«Abbiamo iniziato a cercarlo dopo un anno che stavamo insieme. Dopo mesi di tentativi e test negativi, abbiamo capito che qualcosa non andava e intrapreso un percorso di fecondazione assistita». 

È stata tra le prime a condividere questo percorso sui social. 
«Adesso è diverso, per fortuna. Ma era ancora un tabù. Ancora oggi almeno una persona al giorno mi scrive per ringraziarmi delle storie in evidenza in cui si parla di questo tema, e di congelamento e conservazione degli ovociti». 

Siete felici? 
«Immensamente. Ogni tanto rimpiangiamo il poco tempo in cui siamo stati solo io e Davide, quella leggerezza. Mi godo ogni istante della crescita di Orlando, so già che mi mancherà da morire questo periodo».

2 agosto 2026 ( modifica il 2 agosto 2026 | 08:03)