Nel 2018 la rivelazione in finale con Nadal al Masters 1000 canadese, ora l’ex n. 3 del mondo cerca una nuova rotta e riparte dalle qualificazioni nel momento più delicato della sua carriera tra crollo in classifica, problemi tecnici e cambi di allenatore
Otto anni, tennisticamente parlando, possono valere un paio di ere geologiche. Nell’agosto 2018 Stefanos Tsitsipas decideva di autocompiacersi col regalo più bello per i propri venti anni: una finale a livello 1000, nel Masters canadese di Montreal. Due set sofferti e ceduti al solito cannibale Nadal, ma anche una prima, vera dichiarazione di intenti al tour: il greco stava arrivando. Pazienza se poi, come il connazionale Ulisse, si è smarrito lungo la via: gli otto anni trascorsi lo hanno sì visto fino al numero 3 del mondo, ma non gli hanno mai consegnato uno Slam (perso due volte in finale) né la sensazione di poter davvero battagliare coi mostri sacri in cima al ranking (Djokovic prima, Sinner e Alcaraz poi). Ecco, fino a pochi giorni fa bisognava risalire al 2018 anche per trovare l’ultima volta in cui Stefanos era stato costretto a giocare le qualificazioni di un torneo. Fino ad oggi, curiosamente proprio a Montreal: il 1000 che una volta lo osservava finalista, ora lo convoca addirittura in anticamera, prima dell’arrivo dei big. Le conseguenze del grigiore.