Oltre 200 persone hanno partecipato alla presentazione del restauro e all’illustrazione delle nuove scoperte artistiche emerse nella chiesetta
I nuovi ritrovamenti pittorici trecenteschi nell’area absidale della Il recupero della chiesetta di Sant’Egidio continua a restituire importanti testimonianze artistiche
LECCO – Oltre duecento persone hanno partecipato, nel tardo pomeriggio di sabato 25 luglio, all’iniziativa organizzata dall’associazione “Insieme per Sant’Egidio” nella chiesetta di Sant’Egidio, a Bonacina. L’evento è stato dedicato alla presentazione dell’affresco restaurato dell’Adorazione dei Magi, ma è stato anche l’occasione per fare il punto sul percorso di recupero e valorizzazione dell’antico edificio, che negli ultimi anni ha restituito importanti testimonianze della storia artistica e religiosa lecchese.
Ad aprire l’incontro è stata la presidente dell’associazione, Domizia De Rocchi, che ha ripercorso i risultati raggiunti nei quattro anni di attività del sodalizio, nato con l’obiettivo di promuovere la tutela della chiesetta. Un lavoro reso possibile grazie alla collaborazione di studiosi, restauratori, professionisti e volontari, che ha consentito di avviare interventi di recupero accompagnati da inattese scoperte storico-artistiche.

L’associazione, che oggi conta alcune centinaia di soci, ha contribuito direttamente al cofinanziamento dei lavori, affiancando la partecipazione a bandi pubblici per il reperimento delle risorse economiche. Un impegno coordinato dall’architetto Luisa Carolina Valsecchi, responsabile dei lavori, insieme al gruppo che si occupa della progettazione e della ricerca dei finanziamenti. Fondamentale anche il contributo degli studi storici condotti da Marco Sampietro, Laura Polo D’Ambrosio e Giovanna Virgilio, oltre alla partecipazione ai censimenti dei Luoghi del Cuore FAI, grazie ai quali la chiesetta ha ottenuto migliaia di voti conquistando una significativa visibilità a livello nazionale.
Nel corso dell’incontro, l’architetto Valsecchi ha evidenziato la complessità del cantiere, sottolineando come ogni intervento richieda approfondite analisi preliminari, considerata la ricchezza e la delicatezza del patrimonio conservato all’interno dell’edificio.

Il consigliere regionale Giacomo Zamperini ha invece espresso apprezzamento per il lavoro svolto, auspicando che il recupero della chiesetta possa inserirsi in un più ampio percorso di valorizzazione del quartiere e del suo passato produttivo.
Uno dei momenti più significativi è stato l’intervento della professoressa Marta Maria Gabriella Pozzi, funzionario storico dell’arte della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Como, Lecco, Sondrio e Varese. La funzionaria ha illustrato le più recenti scoperte emerse durante le indagini sulla stabilità dell’edificio, che hanno riportato alla luce nuovi frammenti pittorici nella zona absidale.
Le indagini hanno infatti rivelato l’esistenza di un articolato ciclo decorativo trecentesco con Profeti nel catino absidale e Apostoli nel sottarco, testimonianza di notevole valore della pittura lombarda del XIV secolo. Un patrimonio che, ha spiegato Pozzi, merita di essere restaurato, valorizzato e presentato non solo ai cittadini, ma anche alla comunità scientifica.

L’attenzione si è poi concentrata sull’affresco dell’Adorazione dei Magi, restaurato dalla ditta Luzzana Restauri. L’opera, rimasta nascosta durante i lavori dietro un allestimento temporaneo, è stata ufficialmente svelata da Gloria Brunella, insieme alla targa commemorativa dedicata al marito Marco Pronoi.
A spiegare il valore storico e iconografico del dipinto è stata la professoressa Giovanna Virgilio, docente dell’Università Cattolica di Milano. Secondo gli studi finora condotti, l’affresco di Bonacina rappresenta un caso unico: è infatti l’unica raffigurazione conosciuta dell’Adorazione dei Magi in cui la Madonna non sorregge Gesù Bambino tra le braccia, ma si inginocchia davanti alla mangiatoia.
Una scelta iconografica insolita che, secondo la studiosa, deriverebbe dalla contaminazione con il tema dell’Adorazione dei Pastori e sarebbe legata alla volontà di valorizzare la reliquia dell’incenso dei Re Magi custodita, dal 1417, sull’altare maggiore della chiesa parrocchiale di Acquate, dalla quale Sant’Egidio dipendeva in passato.

L’incenso, ha ricordato Virgilio, simboleggia infatti la natura divina di Cristo, a differenza dell’oro e della mirra che richiamano rispettivamente la regalità e la mortalità di Gesù. Da qui deriverebbe l’atteggiamento di adorazione della Vergine raffigurato nell’opera, espressione di un preciso messaggio teologico elaborato da una committenza particolarmente colta.
La ricostruzione storica ha inoltre riportato alla luce la figura di Carlo Antonio Tartari, membro della famiglia Tartari, che annoverava tra i suoi esponenti numerosi ecclesiastici, tra cui monsignor Innocenzo Tartari, prevosto di Olginate tra il 1708 e il 1744, anni nei quali venne realizzata l’Adorazione dei Magi.
La serata si è conclusa con un momento conviviale e con la conferenza “Comete e stelle cadenti”, tenuta da Franco Molteni del Gruppo Astrofili Lecco Deep Space. L’osservazione del cielo con i telescopi, inizialmente prevista al termine dell’incontro, è stata invece rinviata a causa delle condizioni meteorologiche sfavorevoli.
