di
Silvia Turin
La sorveglianza dell’Istituto Superiore di Sanità monitora la situazione. Ormai il virus è autoctono nel nostro Paese, trasmesso dalle zanzare comuni. In rari casi può provocare meningite o encefalite. Unica arma proteggersi dagli insetti
È stato pubblicato da parte del Dipartimento Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) il primo rapporto per la stagione estivo-autunnale 2026 della sorveglianza integrata dei casi umani di West Nile (WNV) in Italia.
I numeri
Dallo scorso febbraio al 28 luglio, si legge nel documento, sono 84 i casi confermati di infezione nell’uomo, con 2 decessi, 37 casi con forma neuro-invasiva (si veda sotto), 19 asintomatici (identificati in donatori di sangue), 27 con febbre e 1 caso sintomatico.
Sono 47 le Province italiane con dimostrata circolazione del WNV appartenenti a 12 Regioni: Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Sicilia e Sardegna.
Da un punto di vista numerico, sottolinea il rapporto, l’andamento epidemiologico è in linea con quello dell’anno precedente (nello stesso periodo del 2025 erano 89 in Italia i casi confermati, di cui 40 nella forma neuro-invasiva). Il report verrà da ora pubblicato con cadenza settimanale.

Italia prima per contagi in Europa
L’incremento dei casi di infezione da virus West Nile è favorito dalle elevate temperature e dalla prolungata presenza delle zanzare, condizioni che il cambiamento climatico sta rendendo sempre più frequenti e durature.
La stagione più intensa riguarda solitamente i mesi luglio, agosto e settembre. Lo scorso anno a luglio i contagi furono 97, ad agosto 173 (tutti autoctoni, cioè trasmissione locale tra zanzara e uomo), a settembre 92.
Dal 2015 l’Italia è il Paese europeo con il maggior numero di casi segnalati all’anno. Anche in questa prima parte del 2026 al 29 luglio secondo i dati dell’European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC), sono 49 le aree colpite dal virus del Nilo occidentale (WNV) in sette paesi europei (si veda cartina sopra).
Si trovano in Italia (30 casi), Grecia (otto), Romania (quattro), Francia (due), Macedonia del Nord (due), Spagna (due) e Germania (uno).
I sintomi
Il West Nile, o virus del Nilo occidentale, è trasmesso dalla puntura di zanzara Culex, molto diffusa nel nostro paese. Il virus non può essere trasmesso da persona a persona.
La maggior parte delle persone infette dal virus non manifesta sintomi o si ammala in modo lieve o moderato.
Circa 1 persona su 5 infettata dal virus sviluppa febbre e circa 1 persona su 150 sviluppa una malattia grave che colpisce il sistema nervoso centrale (meningite o encefalite).
Circa una persona su 10 che sviluppa problemi neurologici muore a causa della malattia. I sintomi includono febbre alta, mal di testa, rigidità al collo, disorientamento, vomito, dolori articolari e muscolari, tremori, fino al coma, perdita della vista e paralisi.
I sintomi del West Nile si manifestano entro 3-14 giorni dalla puntura. Riprendersi dai casi più gravi può richiedere diverse settimane, ma i danni al sistema nervoso centrale possono essere permanenti.
Al momento non esistono vaccini (le sperimentazioni cliniche sono complesse) o medicinali che trattino in modo specifico il virus. Gli antidolorifici da banco possono essere utilizzati per alleviare i sintomi e l’ospedalizzazione è necessaria nei casi più gravi.
Si ritiene che le persone infette dal West Nile abbiano un’immunità permanente al contagio.
La diagnosi
La diagnosi viene effettuata con esame del sangue (ricerca di anticorpi di tipo IgM). Questi anticorpi possono persistere per periodi anche molto lunghi nei soggetti malati (fino a un anno), quindi la positività ai test può indicare anche un’infezione pregressa.
Secondo gli esperti la malattia è molto sottostimata: per ogni persona a cui viene diagnosticata la malattia in ospedale che ne sono probabilmente altre 150 in comunità che potrebbero non manifestare sintomi o non ricevere una diagnosi corretta.
Come difendersi
L’unico modo per proteggersi dal West Nile è la prevenzione, ovvero ridurre l’esposizione alle punture di zanzare.
Per proteggersi: usare repellenti e indossare pantaloni lunghi e camicie a maniche lunghe quando si è all’aperto, soprattutto all’alba e al tramonto; mettere zanzariere alle finestre; svuotare spesso i vasi di fiori o altri contenitori (per esempio i secchi) con acqua stagnante; cambiare l’acqua nelle ciotole per gli animali; tenere le piscinette per bambini in posizione verticale quando non vengono usate.
In Italia dal 2008 è in atto un piano di sorveglianza che prevede, tra giugno e ottobre, la ricerca sistematica del virus in campioni di zanzare e animali sentinella (uccelli e cavalli) e relative modalità di intervento.
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1 agosto 2026
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