Quel forte senso di libertà offerto da un tempo che non ha limiti e che permette di iniziare un’escursione anche a mezzanotte. Vivere senza la necessità di guardare l’orologio, circondati da un silenzio che permette di assaporare la natura nella sua essenza. Sono intense le esperienze affrontate da Alessia De Fazio e Peter Mosele, 26 anni entrambi, di ritorno dalla loro escursione in tenda sopra il Circolo Polare Artico in Norvegia con l’obiettivo di vedere il sole di mezzanotte. Certo, la loro sfortuna è stata di avere scelto un’estate delle peggiori (la pioggia è stata una compagna fedele rendendo difficile la percorribilità dei sentieri), ma non per questo non hanno potuto godere di atmosfere particolari e soprattutto di vivere appieno il principio che la natura è di tutti. Ciò ha significato camminare, campeggiare, raccogliere bacche e funghi, godersi gli spazi naturali anche su terreni privati non coltivati, purché rispettando l’ambiente, la fauna e la privacy dei proprietari.

«Si dorme solo con le mascherine»
Erano partiti il 6 luglio scorso da Besozzo alla volta di Evenes da dove con un’auto a noleggio hanno raggiunto le varie tappe posizionate ad anello. Avevano già vissuto esperienze estreme. Questa era organizzata in modo particolare per assistere alla visione del sole di mezzanotte che non tramonta mai sull’isola di Sommaroy. Ma come è stato possibile dormire, considerata la presenza costante della luce del sole? «Si dormiva quando si era stanchi a qualsiasi ora in una piccola tenda, avvolti in sacchi che ci hanno protetti dal freddo, quando la temperatura scendeva a 4/5°. E per creare il buio – spiega Alessia – usavamo le mascherine da notte». Certi risvegli sono stati particolari, come la mattina in cui, vicini all’acqua, hanno visto nuotare una famiglia di delfini. Non si sono spaventati per le difficoltà, come quel forellino formatosi nel pavimento del kayak che in pratica ne ha impedito l’uso. I trekking sono continuati nei boschi di betulle ed è capitato di procurarsi il cibo in natura, come quel giorno in cui Peter con la canna ha pescato un merluzzo di quattro chili: pranzo e cena assicurati!

«È tutto un altro mondo»
Anche perché tutto è predisposto per un turismo rispettoso, come quella bellissima grillhutte dotata di legna sotto cui accendere il fuoco. Una cassettina a lato indicava la possibilità di poter contribuire. «È tutto un altro mondo – continua Alessia – Gente civile utilizza le strutture messe a disposizione, le lascia in ordine per chi le userà successivamente. Così vale per le docce e i bagni». Quali sono state le tappe più desiderate? Rispondono assieme: «Le isole di Senja, la seconda più grande della Norvegia, e Andoya, la più a nord dell’arcipelago Vesteralen, le meno turistiche di quelle visitate. Sono autentiche. Vi si respira l’atmosfera classica norvegese: le case sono poche e distaccate. Si può campeggiare liberamente. È tutto più naturale».
E c’è già voglia di ritornare. C’è un altro motivo per rivedere questi posti: andare a visitare l’Andoya Space, da dove partono i razzi spaziali e vengono effettuate ricerche sull’aurora boreale. Un luogo che ha attirato il loro interesse, ma purtroppo l’orario di apertura non coincideva con il loro, mentre stavano transitando: «Quindi dobbiamo ritornarci nei prossimi anni».