Jannik si è recato al J Medical per i controlli di routine prima della sessione finale di lavoro a Montecarlo. Il 9 agosto inizierà la sua campagna sul cemento americano


Federica Cocchi

Giornalista

2 agosto – 13:09 – MILANO

Jannik Sinner, lo sanno ormai anche i muri, è un grandissimo appassionato di motori. Tra i pochissimi sfizi che si è tolto con i ricchi premi guadagnati in campo ci sono due supercar, una Porsche e una Ferrari che cura con attenzione quasi maniacale. La stessa che sta dedicando al suo fisico perché non lo lasci a piedi sulla strada del prossimo Slam come invece era accaduto a Parigi. Venerdì Jannik ha fatto visita per la seconda volta in quindici giorni a al J|Medical per i controlli di routine supervisionati come sempre da Luca Semperboni, medico del team e della squadra di Davis.

macchina—  

Nulla di allarmante, soltanto l’ultima messa a punto prima del blocco finale di allenamenti prima di partire, domenica prossima, il 9 agosto, destinazione Cincinnati dove il numero 1 al mondo comincerà la campagna sul cemento americano che ha come destinazione finale lo Us Open dal 30 agosto. Sinner stesso, più di una volta in passato aveva detto: “Il corpo di uno sportivo è come una macchina da corsa, basta una minima differenza nell’assetto e la situazione può cambiare da un momento all’altro”. E proprio per questo, da quella sventurata giornata di maggio sullo Chatrier, quando le forze lo hanno abbandonato al secondo turno dello Slam dichiaratamente annunciato come l’obiettivo della stagione, l’attenzione sulla “macchina da corsa” Sinner si è moltiplicata. Prima di tutto per escludere patologie dopo quella giornata scioccante, arrivata alla fine di un tour de force record con tutti i Masters 1000 sulla terra vinti consecutivamente e per la prima volta: “A metà terzo set non avevo più alcuna energia, tutto il corpo era molto scarico e non ricordo l’ultima volta che mi sono sentito così debole, è stato come sbattere contro un muro. Dovrò fare dei controlli per capire cos’è successo al mio corpo”, aveva spiegato in Francia.

a milano—  

I primi controlli l’8 e 9 giugno il campione dell’Alto Adige ha trascorso due giornate di controlli e test al San Raffaele di Milano. Con lui il preparatore Umberto Ferrara e il medico della squadra che hanno collaborato con l’equipe del dottor Zangrillo dando indicazioni preziose su cosa andare a cercare nel fisico del numero uno al mondo. Due day hospital grazie ai quali sono stati esclusi problemi di salute ma si sono tracciate le linee guida per aiutare Jannik a essere sempre performante, ma soprattutto sano. Oltre alle strategie anti caldo che si sono viste a Wimbledon, torneo che ha conquistato per la seconda volta consecutivamente come solo altri 9 fenomeni erano riusciti a fare prima di lui, sono state considerate anche integrazione e alimentazione, per una gestione a tutto tondo dell’atleta. Subito dopo il trionfo nello Slam londinese, Sinner ha fatto un altro “pit stop” nella clinica torinese a cui si affida da anni. Era il 15 luglio e subito dopo il numero 1 al mondo, che si appresta a raggiungere domani le 83 settimane in testa al ranking, è volato in Sardegna con famiglia e fidanzata per un po’ di meritata vacanza. Perché anche lo svago fa parte della “cura”. 

gestione—  

Pochi giorni fa al Corriere della Sera Simone Vagnozzi ha tranquillizzato sugli episodi che hanno visto fisicamente in difficoltà il suo pupillo: “Non penso ci sia una sola causa, sono tante piccole cose che messe insieme possono determinare questi piccoli crolli, ma ricordiamoci che sono stati quattro negli ultimi cinque anni. Questi ragazzi non sono automi. Il caldo, la stanchezza, la tensione possono combinarsi. Dobbiamo convivere con questi episodi, lavorando per evitarli”. Gli allenamenti sono ripresi a pieno ritmo lunedì scorso al Country di Montecarlo con preparatore atletico e coach. Altissima intensità come dimostrano anche i video postati dal campione. Terminata la prima settimana di preparazione, Sinner è tornato a Torino per l’ultimo controllo prima del blocco di lavoro finale. Un piccolo cerotto sul ginocchio destro ha scatenato il panico sui social ma non si tratterebbe altro che di un’abrasione. Tutto pronto per lo sprint americano. Il cemento armato di Jannik.