Non è più soltanto una questione di gloria sportiva o di trofei alzati al cielo: il tennis moderno sembra essersi trasformato in una vera e propria macchina da soldi. Con montepremi sempre più milionari, basta inanellare qualche stagione ad altissimo livello per affiancare nei guadagni chi questo sport lo ha dominato per un ventennio. L’esempio più evidente è Jannik Sinner che, a 24 anni, si trova già a un passo dal podio dei tennisti più ricchi della storia per premi vinti sul campo. Con cinque titoli del Grande Slam, la collezione completa dei Masters 1000, due Finals e due Coppe Davis, il campione azzurro ha guadagnato finora oltre 61 milioni di euro (69,59 milioni di dollari). Davanti a lui resiste soltanto il trio delle meraviglie che ha segnato un’epoca: Roger Federer al terzo posto con 114,76 milioni di euro, Rafael Nadal al secondo con 118,58 milioni e, in cima all’Olimpo, Novak Djokovic, leader indiscusso con l’astronomica cifra di 171,08 milioni di euro derivanti dai suoi 24 Slam e 40 Masters 1000.

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Alle spalle di Sinner la competizione è serratissima, ma riflette bene il cambio d’epoca. Subito dopo l’italiano troviamo il tedesco Alexander Zverev (60,10 milioni di dollari), premiato da quasi un decennio di continuità ad alti livelli, e il talento spagnolo Carlos Alcaraz (57,11), già forte di sette Slam a soli 23 anni e destinato a salire vertiginosamente non appena la sfortuna smetterà di fermarlo. La Top 10 si completa poi con icone del recente passato e del presente come Andy Murray (56,84), Daniil Medvedev (45,87), una leggenda come Pete Sampras (38,04) — il cui dato testimonia quanto i premi di vent’anni fa fossero ridotti rispetto a oggi — e lo svizzero Stan Wawrinka (33,90).