La bromelina è un insieme di enzimi proteolitici estratti soprattutto dal gambo dell’ananas (Ananas comosus). Da decenni viene studiata per le sue proprietà antinfiammatorie, antiedemigene e fibrinolitiche. È una delle sostanze naturali più documentate in ambito medico e trova impiego, in alcuni casi, anche come dispositivo o farmaco per applicazioni specifiche.

Il meccanismo d’azione

La bromelina riduce la produzione di mediatori dell’infiammazione, favorisce il riassorbimento di liquidi e degli edemi, modula l’attività del sistema immunitario e aiuta la degradazione di proteine danneggiate e tessuti necrotici. Possiede anche una lieve attività antitrombotica e fibrinolitica. Questi effetti spiegano il suo impiego in diversi ambiti clinici.

Ustioni gravi: il ruolo nel debridement enzimatico

L’applicazione più innovativa è quella nel trattamento delle ustioni profonde, comprese quelle provocate da fiamme, liquidi bollenti, elettricità e alcune lesioni da radiazioni. In questo contesto la bromelina non previene direttamente la formazione della cicatrice, ma rimuove selettivamente il tessuto necrotico (escara) preservando quello sano. Questo consente spesso una riduzione della necessità di interventi chirurgici, una minore perdita di tessuto vitale e una guarigione più rapida con una migliore qualità della cicatrice finale in molti pazienti. Tutte proprietà che fanno del debridement enzimatico con bromelina il principale strumento in uso nei centri grandi ustionati specializzati europei.

Radiodermiti

Sono in corso studi sul possibile utilizzo nelle lesioni cutanee da radioterapia. Le evidenze sono ancora limitate e non permettono di raccomandarne l’impiego routinario, anche se il controllo dell’infiammazione rappresenta un’area di interesse.

Edema delle gambe e insufficienza venosa

È uno degli impieghi più conosciuti. Diversi studi mostrano che la bromelina può contribuire a ridurre gonfiore, diminuire la sensazione di pesantezza, favorire il drenaggio dei liquidi e accelerare il recupero dopo traumi e interventi chirurgici. È spesso associata a calze elastiche, mobilizzazione e fisioterapia.

Dopo gli interventi chirurgici

Può contribuire a ridurre gli edemi post-operatori, a riassorbire gli ematomi e migliorare il dolore contribuendo dunque a ridurre i tempi di recupero. È stata per questo studiata in chirurgia ortopedica, odontoiatria, chirurgia plastica e maxillo-facciale.

Traumi sportivi

Negli atleti può favorire il recupero da distorsioni, contusioni, lesioni muscolari e ematomi, ma l’effetto principale è la riduzione dell’infiammazione e dell’edema.

Sinusiti

Alcuni studi suggeriscono un miglioramento del drenaggio delle secrezioni e dei sintomi nelle sinusiti acute, soprattutto come trattamento complementare.

Artrosi

Può ridurre il dolore, la rigidità e la limitazione funzionale. L’efficacia appare modesta ma in alcuni studi è risultata paragonabile a quella di alcuni antinfiammatori nei casi lievi. Anche nel linfedema viene talvolta impiegata come supporto insieme a linfodrenaggio, bendaggi ed esercizio fisico. Può contribuire al controllo dell’edema, ma non sostituisce le terapie standard. La ricerca sperimentale suggerisce effetti antinfiammatori intestinali, ma le prove cliniche nell’uomo sono ancora insufficienti per raccomandarne l’uso. In Oncologia sono allo studio possibili effetti come antinfiammatorio, immunomodulante e per il miglioramento della penetrazione di alcuni farmaci. Al momento non esistono prove sufficienti per considerarla una terapia antitumorale.

Salute cardiovascolare

Grazie alla lieve attività fibrinolitica potrebbe contribuire a migliorare il microcircolo, ma le evidenze cliniche sono ancora limitate.

Dosi

Negli integratori le dosi più utilizzate sono comprese tra 200 e 800 mg al giorno, spesso suddivise in due somministrazioni. Per ottenere un effetto sistemico viene generalmente assunta lontano dai pasti. Va utilizzata con prudenza in caso di terapia anticoagulante o antiaggregante, prima di un intervento chirurgico e in caso di allergia ad ananas, lattice o papaya. Meglio evitare anche durante gravidanza e allattamento salvo diversa indicazione medica. Può aumentare il rischio di sanguinamento quando associata ad alcuni farmaci.

Le prospettive future

Le aree di ricerca più promettenti riguardano nuove medicazioni biologiche per ustioni, nanomedicina e rilascio mirato di farmaci, ma anche il trattamento delle fibrosi, la medicina rigenerativa e il controllo dell’infiammazione cronica.

Bibliografia essenziale

European Burn Association. Linee guida sul debridement enzimatico delle ustioni.

Hirche C. et al. Burns.

Rosenberg L. et al. Journal of Burn Care & Research.

Pavan R. et al. Biotechnology Research International (2012).

Secor E.R. et al. Cellular Immunology.

Cochrane Reviews sul trattamento delle ustioni.

EMA – documentazione sui preparati a base di bromelina per il debridement enzimatico.