Mentre il mercato si interroga sui possibili sviluppi dopo la rinuncia di Banco Bpm all’ipotesi di una fusione alla pari con il Monte dei Paschi, che di fatto spiana la strada all’Opas di Intesa Sanpaolo che al momento è rimasta l’unica operazione in campo, L’amministratore delegato di Mps Luigi Lovaglio ha espresso il proprio parere dalle pagine del New York Times, in un articolo dedicato alla storia di Rocca Salimbeni e alle sue recenti vicende. Il titolo, In Italy the knives are out for the world’s oldest bank (In Italia si affilano i coltelli per la banca più antica del mondo), è già tutto un programma.
In uno dei passaggi più significativi, il manager si chiede “come sia possibile lanciare un’offerta che punta a smantellare la banca più antica del mondo proprio mentre è nel pieno di un percorso di risanamento”. Una domanda carica di amarezza che si affianca alla sua preoccupazione, analizzando il settore bancario, per “un’eccessiva concentrazione che può ostacolare la crescita delle piccole e medie imprese”. Il quotidiano statunitense ripercorre la carriera di Lovaglio, evidenziando il ruolo avuto nel risanamento dell’istituto senese. L’ad, comunque, non ha voluto anticipare quali saranno le prossime mosse del Monte dei Paschi, che in una nota diffusa dopo la rinuncia di Banco Bpm ha chiarito che rimane sempre focalizzato “sull’implementazione del proprio piano di crescita e sull’integrazione con Mediobanca, e continuerà a valutare ogni opzione strategica nell’interesse di tutti gli stakeholder”.
