Si stava occupando del giardino, quando si è accorto di avere due zecche attaccate a una gamba. Nel giro di poche ore sono arrivati mal di testa, debolezza e la difficoltà perfino ad alzarsi dal divano. In ospedale era risultato negativo al test per la malattia di Lyme, ma solo dopo un anno Michael Larkin ha scoperto di aver contratto una rarissima infezione trasmessa dalle zecche: il virus Bourbon.

La storia Michael Larkin ha 67 anni e vive a Brookhaven Town, nello Stato di New York. L’uomo, residente a Long Island, stava facendo giardinaggio quando ha notato sulla gamba due zecche della specie Amblyomma americanum, conosciuta anche come zecca della stella solitaria. Il suo caso è stato indicato come il primo confermato nello Stato di New York. Alla Cbs News ha raccontato i primi sintomi: «Stavo sempre peggio. Dopo tre o quattro ore ho toccato il fondo e non riuscivo ad alzarmi dal divano. Ho preteso che mia moglie mi portasse in ospedale perché la situazione era davvero insopportabile. Non ce la facevo più». Il test per la malattia di Lyme era risultato negativo. La diagnosi è arrivata soltanto dopo uno studio sugli anticorpi durato circa un anno e condotto dal dottor Luis Marcos, che ha permesso di collegare quei sintomi al virus Bourbon. Si tratta di una malattia estremamente rara e potenzialmente fatale, ma ancora poco conosciuta anche perché i casi confermati sono pochi e non esistono test commerciali facilmente disponibili. La malattia Secondo i Centers for Disease Control and Prevention (CDC), il virus Bourbon è un virus raro associato alle zecche infette. I sintomi segnalati nelle persone diagnosticate comprendono febbre, affaticamento, eruzione cutanea, mal di testa, dolori muscolari, nausea e vomito. La malattia può somigliare ad altre infezioni trasmesse dalle zecche, ma non risponde agli antibiotici usati, per esempio, in alcuni sospetti casi di Lyme o di altre patologie batteriche. Il dottor Marcos ha spiegato perché il caso di Larkin preoccupa: «Ora sappiamo che il virus può essere letale. A Long Island, almeno, abbiamo un’alta concentrazione di zecche della stella solitaria. E onestamente, questa potrebbe essere solo la punta dell’iceberg». Il virus Bourbon è stato identificato per la prima volta nel 2014 e prende il nome dalla contea di Bourbon, in Kansas, dove fu riconosciuto il primo caso. Per la rarità dell’infezione e la mancanza di test commerciali, la diagnosi può essere lenta e complessa. I test molecolari e sierologici possono essere eseguiti dal CDC in casi sospetti, ma non sono esami di routine. Come si cura Al momento non esistono vaccini per prevenire la malattia da virus Bourbon né farmaci specifici per curarla. Il trattamento è di supporto: significa che i medici intervengono sui sintomi e sulle complicazioni, monitorando l’evoluzione del paziente. Proprio per questo la prevenzione resta fondamentale. Il CDC consiglia di ridurre il rischio di punture di zecca quando si trascorre tempo all’aperto, soprattutto in aree erbose o boschive: controllare il corpo dopo essere stati in giardino o nei campi, rimuovere rapidamente eventuali zecche e prestare attenzione a sintomi insoliti nei giorni successivi può fare la differenza.


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Il punto sui temi di attualità, ogni lunedì
Iscriviti e ricevi le notizie via email