Un test della rivista svedese Vi Bilägare mostra che per utilizzare alcune funzioni di bordo servono mediamente più tempo e attenzione rispetto al 2022. Il problema non è soltanto lo schermo, ma soprattutto la progettazione dell’interfaccia

2 agosto – 11:12 – MILANO

Gli schermi touch delle automobili moderne hanno peggiorato il livello di attenzione alla guida? È un dubbio sempre diffuso tra chi prova molte auto, per lavoro o per passione, e tra gli automobilisti, soprattutto quelli passati a un modello recente dopo dieci o vent’anni trascorsi con una vettura dotata prevalentemente di comandi fisici. Una cosa però sono le sensazioni, un’altra i numeri. E Vi Bilägare, la più grande rivista automobilistica svedese, attiva dal 1930, ha dato una dimensione numerica a quelle sensazioni, mostrando che spostare troppe funzioni essenziali nei touchscreen può rendere le auto meno intuitive e più distraenti.

FONTE DI DISTRAZIONE—  

Gli esperti di Vi Bilägare hanno ripetuto nel 2026 una serie di prove per dare una dimensione numerica al (grande, in certi casi) problema dei comandi touchscreen o a sfioramento, rilevando che possono aumentare in modo significativo la distrazione del conducente. Il fatto è che anche operazioni comuni, che si effettuano più e più volte durante un viaggio, come cambiare la stazione radio, regolare la climatizzazione o variare il riscaldamento dei sedili, in molti casi sono affidate a voci “nascoste” nell’interfaccia di bordo o a comandi a sfioramento sulla console centrale che allungano i tempi per trovarle e usarle. E in autostrada anche un solo secondo in più si traduce in decine di metri percorsi con l’attenzione almeno in parte sottratta alla strada.

PIÙ TEMPO, PIÙ RISCHI—  

Gli esperti della rivista avevano già analizzato la situazione nel 2022, e ripetendo i test hanno rilevato un peggioramento della situazione. Dopo quattro anni infatti per completare delle comuni operazioni sui sistemi di bordo sono serviti in media circa due secondi in più, passando, a 110 km/h, dai 756 metri “persi” mediamente nel 2022 agli 813 metri percorsi del 2026. Nel test del 2022, come riferimento dell’epoca dei comandi analogici, la rivista aveva scelto una Volvo V70 del 2005: i comandi analogici avevano consentito di completare le operazioni richieste in circa 10 secondi, più o meno 300 metri a 110 km/h. Il confronto ieri-oggi è impietoso. Nel test del 2022 la peggiore, la MG Marvel R, aveva richiesto quasi 45 secondi durante i quali aveva percorso circa 1,4 km. Nel 2026 il risultato peggiore è stato invece quello della Mercedes Cla, che ha impiegato 35 secondi per completare le operazioni richieste. La peggiore, insomma, ha fatto meglio rispetto a quattro anni prima, ma resta ampio il divario con la Volvo V70 del 2005, e nel campione esaminato dalla rivista la media è comunque peggiorata. Il punto, dunque, non è (solo) lo schermo in quanto tale, ma la progettazione dell’interfaccia e la facilità con la quale si raggiungono le funzioni più usate.

CONTA L’INTERFACCIA—  

Secondo i colleghi, infatti, la superficie liscia del vetro non permette di sfruttare la memoria muscolare come avviene con pulsanti grandi e ben riconoscibili, costringendo spesso il conducente a controllare visivamente ogni comando. Le barre a sfioramento non risolvono necessariamente il problema e, quando non sono retroilluminate, diventano difficili da utilizzare al buio. Il test, tuttavia, mostra anche che non basta riempire la plancia di tasti: un touchscreen rapido e ben organizzato può risultare più intuitivo di numerosi pulsanti piccoli e poco distinguibili. Più che la tecnologia utilizzata, dunque, conta il modo in cui l’interfaccia viene progettata.