La salute respiratoria, dalla cura alla prevenzione avanzata e rigenerazione: le ricerche più recenti non si concentrano più soltanto sulla cura di asma, BPCO o fibrosi polmonare ma cercano di prevenire la malattia, personalizzare le terapie e persino favorire la rigenerazione del tessuto polmonare. Le principali novità fanno riferimento al rapporto tra microbiota intestinale e asse intestino-polmone. Una delle recenti scoperte più promettenti riguarda il cosiddetto gut-lung axis. È ormai evidente che la composizione del microbiota intestinale influenza il sistema immunitario e l’infiammazione dei polmoni. Diete ricche di fibre, acidi grassi a catena corta e, in futuro, probiotici mirati potrebbero dunque contribuire a ridurre le riacutizzazioni della BPCO e migliorare il controllo dell’asma.

Intelligenza artificiale Anche l’IA sta cambiando la pneumologia. Oggi è utilizzata per individuare precocemente noduli polmonari nelle TAC e prevedere il rischio di riacutizzazioni della BPCO e anche per personalizzare le terapie ovvero monitorare a distanza i pazienti. Nuovi modelli stanno persino analizzando la voce e il respiro registrati da uno smartphone per riconoscere precocemente l’asma. Asma e BPCO non vengono più considerate singole malattie ma gruppi di patologie diverse. Alcuni biomarcatori presenti nel sangue, nell’espettorato e nell’aria espirata consentono di scegliere il farmaco biologico o la terapia più efficace per ciascun paziente. Tra il 2024 e il 2026 sono arrivati inoltre nuovi trattamenti per la BPCO e altri sono in fase avanzata di sviluppo. L’obiettivo è ridurre infiammazione, riacutizzazioni e perdita della funzione respiratoria, andando oltre la semplice broncodilatazione.

La nuova frontiera tuttavia è la rigenerazione del polmone: la medicina rigenerativa rappresenta una delle frontiere più affascinanti. Si studiano cellule staminali mesenchimali, fattori di crescita, bioingegneria dei tessuti e perfino polmoni bioartificiali. Al momento queste strategie sono ancora prevalentemente sperimentali e non fanno parte della pratica clinica routinaria. Nuovi sistemi radar e sensori permettono anche di misurare la funzione respiratoria senza boccagli né pinze nasali, una tecnologia particolarmente interessante per bambini, anziani e telemedicina. Le ricerche confermano che particolato fine (PM2.5), ozono e ondate di calore aumentano il rischio di asma, BPCO, tumori del polmone e ricoveri. L’uso dell’intelligenza artificiale consente oggi di prevedere con maggiore precisione il rischio respiratorio legato all’inquinamento.

Sta infine crescendo l’importanza della prevenzione attraverso vaccinazioni contro influenza, pneumococco e virus respiratorio sinciziale (RSV), soprattutto negli anziani e nei pazienti con patologie croniche respiratorie. La prevenzione delle infezioni riduce anche le riacutizzazioni della BPCO.

Le aree più promettenti sono la medicina rigenerativa per riparare il tessuto polmonare; farmaci biologici sempre più selettivi, la diagnostica basata su IA, i biomarcatori ottenuti dal respiro (breathomics) e il monitoraggio continuo con dispositivi indossabili oltre che interventi sul microbiota per modulare l’infiammazione.

La consulta per la salute respiratoria

Si è intanto insediato, nei giorni scorsi, presso la Sala Tina Anselmi del Ministero della Salute, il Tavolo tecnico nazionale sulla salute respiratoria, istituito dal Ministro della Salute Orazio Schillaci, con l’obiettivo di rafforzare le strategie nazionali di prevenzione, diagnosi precoce e innovazione dei percorsi clinico-assistenziali dedicati alle patologie respiratorie.

Il Tavolo tecnico è coordinato dalla prof.ssa Paola Rogliani, designata dal Ministro della Salute con il decreto istitutivo, ed è composto da rappresentanti dei Dipartimenti e delle Direzioni generali del Ministero competenti in materia di prevenzione, ricerca e innovazione sanitaria, della Società Italiana di Pneumologia (SIP-IRS), dell’Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri (AIPO), della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG), della Società Italiana di Pediatria (SIP) e della Consulta della Pneumologia.

La Consulta ha scelto di essere rappresentata al Tavolo dalle associazioni dei pazienti in quanto espressione diretta dei bisogni, delle esperienze e delle aspettative delle persone che convivono con le malattie respiratorie.

Nel corso della prima sessione dei lavori, il Tavolo ha istituito tre sottogruppi dedicati ai seguenti ambiti: prevenzione, rapporto ospedale-territorio e reti pneumologiche di area critica.

Come sottolineato dalla prof.ssa Rogliani, “Il Tavolo avrà il compito di elaborare documenti di indirizzo finalizzati a promuovere la prevenzione delle patologie respiratorie, potenziare la diagnosi precoce, individuare soluzioni innovative nei percorsi di cura e approfondire le ulteriori tematiche che emergeranno nel corso dei lavori. L’insediamento del Tavolo tecnico conferma l’attenzione che il Ministro della Salute, Professor Orazio Schillaci, ha riservato alla salute respiratoria, un ambito di primaria rilevanza per la sanità pubblica in considerazione dell’impatto epidemiologico, clinico e sociale delle patologie respiratorie. Ringraziamo il Ministro per aver promosso questa iniziativa, che rafforza il confronto tra istituzioni, comunità scientifica, professionisti sanitari e cittadini, con l’obiettivo di sviluppare strategie sempre più efficaci e integrate per la tutela della salute respiratoria”.

La composizione multidisciplinare del Tavolo riflette la complessità delle sfide poste dalle patologie respiratorie e la necessità di un approccio integrato, capace di coniugare prevenzione, innovazione, appropriatezza dei percorsi assistenziali e attenzione ai bisogni delle persone.