Sesto fiorentino (Firenze), 2 agosto 2026 – Un caso di dengue a Sesto. È stato notificato ieri e interessa una persona residente nella zona collinare di Monte Morello di rientro da un viaggio all’estero. Dopo la scoperta sono stati predisposti, nell’area compresa tra via di Poggiolino, il borgo di Morello e la chiesa di Santa Maria a Morello, interventi di disinfestazione straordinaria con l’obiettivo di ridurre a titolo precauzionale la popolazione di zanzare del genere Aedes (zanzara tigre), vettore della malattia, così da ridurre la remota possibilità di una trasmissione in loco. Fra l’altro l’area non è densamente abitata e le residenze in zona non sono molte.
Le precauzioni
La richiesta a tutti i residenti, amministratori condominiali, operatori commerciali, gestori di attività produttive e in generale a tutti coloro che abbiano l’effettiva disponibilità di aree aperte o abitazioni nella zona in questione è quella di permettere l’accesso degli addetti alla disinfestazione per l’effettuazione dei trattamenti larvicidi, adulticidi e la rimozione dei focolai larvali presenti in aree esterne private, come cortili, giardini e pertinenze, nonché di attenersi a quanto indicato dagli addetti all’attività di rimozione dei focolai larvali per evitare che questi focolai possano riformarsi.
Il trattamento
Come specifica l’amministrazione comunale, durante il trattamento dovranno essere adottate una serie di precauzioni: restare al chiuso con finestre e porte ben chiuse e sospendere il funzionamento di impianti di ricambio d’aria come i condizionatori; tenere al chiuso gli animali domestici e proteggere i loro ricoveri e suppellettili (ciotole, abbeveratoi, ecc.) con teli di plastica. Per l’effetto “deriva” i prodotti insetticidi potrebbero ricadere sui prodotti ortofrutticoli, per cui si raccomanda, prima del trattamento, di raccogliere la verdura e la frutta degli orti o proteggere le piante con teli di plastica. Non sembrano emergere comunque particolari preoccupazioni anche sullo stato della persona colpita. A Sesto casi di dengue si erano verificati anche nell’ottobre di due anni fa, con tre componenti dello stesso nucleo familiare, padre, madre e figlia.