di
Chiara Maffioletti
Un ruolo inedito per il divo delle fiction: è protagonista nella nuova serie comica «Bro», su cui punta Prime Video nel 2027
Immaginare Can Yaman impacciato con le donne, in effetti, fa piuttosto ridere. Non a caso lo vedremo in questa inedita dimensione nella nuova serie comica «Bro», su cui punta Prime Video nel 2027.
Al centro della trama ci sono due fratelli acquisiti che fisicamente e caratterialmente sono agli antipodi: Yaman è un brillante avvocato che soffre di pene d’amore mentre Giovanni Nasta (con cui Can Yaman aveva già lavorato nella serie «Viola come il mare»), all’apparenza è piuttosto improbabile, ma in realtà è dotato di un carisma irresistibile. Saranno costretti a collaborare e trovare una sintonia. Yaman sfortunato in amore, dunque, non è fantascienza assicura lui stesso.
Significa che anche lei ha sofferto di pene d’amore?
«A chi non è successo almeno una volta nella vita? Soffrire per amore capita a tutti. Quando ami veramente puoi soffrire come chiunque altro».
Cosa le è piaciuto di questa serie?
«Fin da subito “Bro” mi ha entusiasmato perché mi dà la possibilità di interpretare un ruolo diverso da quelli che interpreto solitamente. È un’idea che abbiamo avuto io e Giovanni Nasta perché sul set di “Viola come il mare” ci divertivamo sempre insieme, e lui oltre ad essere un collega è anche un grande amico. Sono certo che anche con il team di produzione e con la regia di Riccardo Donna e Tobia Campana sarà una bellissima esperienza, abbiamo iniziato a girare pochi giorni fa. “Bro” sarà una sorpresa per tutti».
Qual è il suo rapporto con la commedia? Si sente portato per questo genere?
«Nella mia carriera ho fatto anche alcune commedie romantiche, in Turchia, quindi è un genere che conosco e che mi piace. Qui interpreto un avvocato impacciato con le donne: mi farà tirare fuori un nuovo lato della mia personalità e questo è molto stimolante. È una sfida e io amo le sfide lavorative e mettermi in gioco come attore. Mi piace cambiare, sperimentare generi diversi. La comicità nei miei ultimi progetti è un aspetto che è venuta fuori di meno, ma con Giovanni Nasta c’è una sintonia naturalmente comica».
Nella vita è figlio unico ma in questa serie comedy ha un fratello. Che effetto le ha fatto?
«Avere un “fratello di set” mi fa conoscere una dinamica che nella vita reale non ho vissuto quotidianamente. Forse avere un fratello o una sorella sarebbe stato bello, anche per avere qualcuno con cui condividere certe esperienze fin dall’infanzia, ma essere figlio unico mi ha anche reso molto indipendente e responsabile».
In definitiva, assomiglia più al suo personaggio o a quello che nella serie è interpretato da Nasta?
«Sono un bel mix di entrambi. Quando interpreto un ruolo cerco sempre un punto di contatto con me stesso, qualcosa di autentico da cui partire. Per il mio personaggio, con il quale ho in comune una laurea in giurisprudenza, ad esempio, devo tirare fuori un aspetto della mia personalità che avevo quando ero più piccolo: studiavo tanto e non ero molto socievole».
Nella serie i due fratelli sono costretti a collaborare nonostante non vadano d’accordo: le è mai successo nella vita di diventare amico di qualcuno che all’inizio non le piaceva?
«Sì, può succedere. La prima impressione non è sempre quella giusta. Sul set succede spesso di incontrare persone molto diverse da te, ed è proprio la diversità di carattere che può creare rapporti interessanti».
Quanto le pesa l’attenzione che c’è per il suo aspetto fisico? È qualcosa che trova limitante per la sua carriera di attore?
«So perfettamente che l’aspetto fisico fa parte della mia immagine e non posso negarlo. Ma per me è importante che non diventi un limite. Il fisico cambia, l’età cambia, mentre un attore deve continuare a crescere, studiare e trasformarsi. Per questo cerco ruoli diversi e sfide sempre nuove».
Ha dei sogni per il futuro?
«Vorrei continuare a sorprendere me stesso, interpretando personaggi molto diversi tra loro, essere camaleontico, mai ripetitivo e lavorare in produzioni internazionali».
C’è spazio anche per la regia? È una esperienza che le piacerebbe fare o non è tra i suoi piani?
«Non lo escludo, se un giorno dovessi passare dietro la macchina da presa, vorrei farlo quando avrò una bella storia da raccontare e sarò pronto ad assumermi quella responsabilità. La regia richiede una grande preparazione e molto rispetto».
3 agosto 2026
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