di Chiara Amati

Dopo aver conquistato i social, il cocktail nato tra le Alpi italiane insidia il primato dell’Aperol negli Usa. Il Financial Times analizza il fenomeno: dietro al successo dell’Hugo Spritz ci sono i viaggi in Europa, il richiamo dei sapori floreali e la voglia di bere in modo più leggero

Per anni è stato il simbolo dell’estate italiana esportata nel mondo: arancione brillante, gradazione alcolica contenuta, una fetta d’arancia e il rito dell’aperitivo trasformato in un piccolo evento da condividere sui social. Ora, però, negli Stati Uniti il regno dell’Aperol Spritz sembrerebbe vacillare, almeno un poco. A insidiarlo è l’Hugo, il cocktail a base di Prosecco, sambuco, soda e menta nato tra l’Alto Adige e l’Austria e diventato il nuovo protagonista delle serate estive americane. Lo aveva già raccontato il New York Times lo scorso luglio. Ora, da questa parte dell’oceano, anche il Financial Times dedica un’analisi al fenomeno, osservando come «le vendite del liquore ai fiori di sambuco St-Germain, prodotto da Bacardi, stiano crescendo più rapidamente di quelle di Aperol».

Non è soltanto una questione di gusto. Come spesso accade nel mondo del cibo e delle bevande, il successo di un prodotto racconta un cambiamento di abitudini, di stili di vita e perfino di geografia. Dopo la pandemia, milioni di statunitensi hanno ripreso a viaggiare in Europa e, insieme ai ricordi delle vacanze, hanno riportato a casa nuovi sapori. Tra questi c’è l’Hugo, appunto, scoperto nei rifugi di montagna, nei dehors delle città italiane e nei locali affacciati sui laghi alpini. A beneficiarne è soprattutto St-Germain, il liquore ai fiori di sambuco di Bacardi, le cui vendite stanno crescendo a un ritmo superiore rispetto a quelle di Aperol. Stando ai dati di NielsenIQ, negli ultimi tre mesi la domanda di liquori al sambuco negli Stati Uniti è aumentata del 40 percento, mentre le vendite di Aperol hanno registrato una flessione del 4 percento.



















































«Le persone hanno scoperto questo cocktail durante i loro viaggi e hanno continuato a berlo una volta tornate a casa», ha spiegato al quotidiano britannico Ned Duggan, responsabile marketing di Bacardi. «A fare il resto sono stati TikTok e Instagram che hanno trasformato un aperitivo nato tra le montagne alpine in una delle bevande più desiderate dell’estate americana».

Un successo, sì. Tuttavia il fenomeno va ridimensionato. Nonostante la crescita accelerata, fa sapere il Financial Times, «le vendite di St-Germain restano lontane da quelle di Aperol». Secondo Jefferies, società statunitense di servizi finanziari, nel 2025 il gruppo Campari (che ha acquistato Aperol nel 2003, ndr) ha venduto 8,8 milioni di casse di Aperol a livello globale, contro le 435.000 casse di St-Germain vendute da Bacardi. Bacardi, azienda che produce anche il gin Bombay Sapphire e la vodka Grey Goose, e Campari detengono ciascuna circa il 2-3% del mercato globale degli alcolici, un settore altamente frammentato.

Per Simon Hunt, amministratore delegato di Campari che dal 2003 ha anche Aperol, «non esiste ancora un vero duello». Il manager britannico sempre al Financial Times ha spiegato che «il Gruppo dispone di un portafoglio capace di intercettare gusti molto diversi» e ha ricordato come l’Hugo non sia ancora associato a un marchio preciso, «a differenza dell’Aperol Spritz che ormai coincide quasi perfettamente con il nome del prodotto».
Anzi, secondo Hunt, «l’ascesa dell’Hugo potrebbe perfino rivelarsi un vantaggio. Più cresce la cultura dell’aperitivo, più aumentano le possibilità di espansione dell’intero settore». Campari, non a caso, ha rafforzato la propria presenza negli Stati Uniti con una massiccia campagna di marketing e una rete di ventuno ambasciatori del marchio distribuiti in undici Stati.
Il potenziale appare enorme. Oggi gli spritz rappresentano appena l’1% del mercato americano, contro il 3% di quello britannico. E a trainarne la crescita non sono soltanto i consumatori di vino: secondo gli analisti di Jefferies, quasi due terzi dei nuovi appassionati arrivano dal mondo della birra.

Numeri a parte, la sfida tra Aperol e Hugo racconta molto più di una semplice rivalità commerciale. È la storia di un rito italiano che continua a conquistare il mondo, cambiando forma a seconda delle mode del momento. Ieri dominava l’arancione acceso dell’Aperol; oggi il profumo delicato del sambuco sembra incarnare il desiderio di un’estate più elegante, discreta e raffinata.
Il tramonto, però, resta lo stesso: un tavolino all’aperto, un bicchiere ghiacciato e la voglia di rallentare, almeno per il tempo di un aperitivo.

Aperol Spritz: la ricetta
Per un calice servono: 3 parti di Prosecco (90ml), 2 parti di Aperol (60ml), acqua frizzante o soda
Procedimento: versate il ghiaccio nel bicchiere. Aggiungete il Prosecco, l’Aperol, un goccio di acqua frizzante o soda e mescolate lievemente. Completate con una fettina di arancia.

Hugo Spritz: la ricetta
Per un calice servono: 90 ml di Prosecco, 60 ml di liquore ai fiori di sambuco, 30 ml di acqua frizzante (o soda), ghiaccio, 5-6 foglie di menta fresca, una fetta di lime
Procedimento: riempite un grande calice da vino con abbondante ghiaccio. Versate prima il liquore ai fiori di sambuco, poi il Prosecco e infine completate con la soda. Strofinate delicatamente le foglie di menta tra le mani per liberarne gli oli essenziali prima di aggiungerle al bicchiere, senza pestarle. Guarnite con una fetta di lime e servite subito. 

3 agosto 2026 ( modifica il 3 agosto 2026 | 09:59)