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Redazione Cronache

Da Bari a Trieste temperature sopra i 34 gradi con picchi oltre i 40 ed alti livelli di umidità. «Siamo ben oltre le medie stagionali. Solo dal 9 agosto il caldo africano allenterà la morsa». allarme in tutta Europa

Per oggi è previsto il picco della nuova ondata di caldo africano sull’Italia. Ma per il resto della settimana le temperature scenderanno di appena uno o due gradi. Tradotto: sul nostro Paese farà ancora tanto, tanto caldo. Oggi, 3 agosto, sono ben 27 le città con bollino rosso. Si tratta del livello massimo previsto dal sistema di allerta del ministero della Salute e indica condizioni che possono avere effetti negativi sulla salute di anziani, bambini e persone fragili. Da Bari a Trieste sono previste temperature massime sopra i 34 gradi con punte, in alcune città, oltre i 40 gradi. All’ondata di caldo sono associati anche dei brevi temporali di calore. Mentre in questo contesto bollente c’è persino un’allerta gialla per il maltempo in Abruzzo, Sicilia e Umbria.  

Che la settimana sarà bollente lo confermano anche gli esperti.  «I valori massimi – afferma Federico Brescia, meteorologo de iLMeteo.it – si attesteranno ancora una volta su livelli ampiamente superiori rispetto alle medie climatologiche del periodo». Nelle aree interne del Centro e dell’intera Pianura Padana la colonnina di mercurio segnerà 38-39 gradi e in alcune aree geografiche più predisposte all’accumulo di calore si raggiungeranno picchi di 40 gradi. Ad aggravare la percezione del caldo i livelli altri di umidità lungo le fasce costiere e nelle pianure, rendendo l’atmosfera particolarmente pesante con notti tropicali.



















































Nelle ore centrali e pomeridiane della giornata, aggiungono gli esperti, l’intenso riscaldamento del suolo innescherà lo sviluppo di cumuli imponenti lungo le aree alpine, prealpine e a tratti sulla dorsale appenninica. «Si tratterà tuttavia di rovesci o brevi temporali localizzati – sottolinea Brescia – che non porteranno nessun refrigerio». Secondo i modelli matematici gli esperti ritengono che un allentamento della morsa del caldo non arriverà prima del prossimo 8-9 di agosto

In Lombardia, nonostante il forte aumento delle temperature, i ricoveri in Pronto soccorso, al momento, restano stabili rispetto allo scorso anno grazie al rafforzamento delle attività di prevenzione e assistenza territoriale previste dal Piano Caldo di Regione Lombardia. «Stiamo affrontando – sottolinea l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso – un’estate eccezionalmente lunga e intensa con un sistema sanitario che non si limita a rispondere alle emergenze, ma lavora per prevenirle. Abbiamo costruito una rete che coinvolge anche medici di medicina generale e Comuni: vogliamo intercettare tempestivamente i cittadini più fragili e prenderli in carico prima che le loro condizioni cliniche peggiorino».  

Allarme anche in diversi Paesi europei. I danni economici provocati dagli incendi boschivi e dalle ondate di calore in Francia, Spagna, Portogallo, Grecia e Romania hanno raggiunto complessivamente 3,1 miliardi di euro nei primi due mesi della stagione estiva, scrive il quotidiano britannico «Financial Times», secondo cui nell’intero continente sono già andati bruciati quasi 500 mila ettari di territorio.

Le perdite registrate nei cinque Paesi dell’Eurozona maggiormente colpiti superano la media annua di 2,5 miliardi di euro stimata dalla Commissione europea per l’intera Unione. Negli ultimi dieci anni, i danni causati dagli incendi avevano oltrepassato i 3 miliardi di euro soltanto nel 2021. 

Le temperature elevate hanno inoltre ridotto il livello dei fiumi Reno e Danubio, con ripercussioni sulle attività industriali e sulla produzione energetica. Gli stabilimenti chimici tedeschi di Basf, Covestro ed Evonik sono concentrati lungo il Reno, mentre il basso livello del Danubio potrebbe costringere alla sospensione delle attività la centrale nucleare ungherese di Paks, che produce quasi la metà dell’elettricità del Paese. In Romania è già stato spento uno dei due reattori della centrale di Cernavoda.

Per fronteggiare la situazione le forze navali romene hanno effettuato un’esplosione controllata sul Danubio per rimuovere un ostacolo sommerso e deviare una maggiore quantità d’acqua verso il ramo del Vecchio Danubio e verso la centrale nucleare di Cernavoda, contribuendo al suo raffreddamento. Il ministro della Difesa Radu Miruta ha definito l’intervento «un successo», spiegando che migliorerà l’approvvigionamento idrico necessario al raffreddamento della centrale e agevolerà anche la navigazione sul fiume. A causa del protrarsi delle condizioni meteorologiche estreme e del basso livello del Danubio, la centrale di Cernavoda potrebbe comunque essere costretta a sospendere temporaneamente le attività in futuro, ha aggiunto Miruta, sottolineando che «ogni giorno aggiuntivo di funzionamento vale più del costo dell’esplosione».

In Francia gli incendi hanno interessato anche il comparto aerospaziale e della difesa, inducendo Safran, Dassault Aviation e ArianeGroup a sospendere temporaneamente la produzione ed evacuare il personale. Secondo la Camera di commercio della Gironda, almeno 40 mila imprese sono state colpite e 19.500 risultavano completamente chiuse al 30 luglio. In Spagna, l’Unione dei piccoli agricoltori e allevatori ha stimato in 18.500 ettari la superficie produttiva danneggiata, composta prevalentemente da pascoli.

3 agosto 2026 ( modifica il 3 agosto 2026 | 14:35)