Modena, 3 agosto 2026 – Ancora molte ombre sul delitto di Daouda Sangarè, il 31enne originario della Costa d’Avorio che è stato ucciso a coltellate domenica all’alba nella sua abitazione di Montese, in via Righi,
Proprio lungo la strada che porta al centro del paese dell’Appennino in questi giorni affollato di turisti.
Sono proseguiti gli accertamenti dei carabinieri che hanno sentito a lungo la moglie, l’ultima ad aver visto la vittima.
L’omicidio di Montese e i punti ancora da chiarire
In particolare restano da chiarire gli orari e gli spostamenti legati a quella notte. Cosa è successo tra le 5 del mattino quando un residente ha sentito un urlo e le 8 quando lo stesso testimone ha soccorso la moglie disperata dopo il ritrovamento del corpo? Chi è il presunto killer che ha bussato all’alba alla porta di casa? Al vaglio anche le telecamere della zona, sarebbero stati acquisiti anche filmati per ricostruire i fatti e individuare auto transitate all’ora del delitto.
“Alle 5 e un quarto ho sentito un urlo – aveva raccontato un residente della palazzina che ha dato l’allarme al 118 – ma ho pensato che venisse dalla strada e non ci ho fatto tanto caso, più tardi verso le 8 ho sentito le grida della moglie. Era insieme ad un amico, era uscita di casa in lacrime dopo avere visto il marito a terra”.
Nella situazione concitata e nel tentativo di chiedere aiuto, la donna si era chiusa fuori dall’appartamento al piano interrato, perché il corpo del marito ferito a morte premeva contro la porta dall’interno.
“Ho preso un attrezzo dal mio garage e ho aperto la porta – aveva proseguito il vicino – per terra c’era il sangue. La moglie non smetteva di piangere, l’ho fatta entrare nel mio appartamento e le ho dato un bicchiere d’acqua”.
Chi era la vittima: la vita tranquilla di Daouda Sangarè
Daouda Sangarè, originario della Guinea ma nato e cresciuto in Costa d’Avorio. Lavorava come saldatore. Purtroppo all’arrivo del 118 per lui non c’era più nulla da fare: era stato raggiunto dalla lama di un coltello in punti vitali del corpo.
Secondo quanto hanno raccontato alcuni testimoni, la sera prima del delitto era andato insieme ad amici in piazza a Montese dove era in corso la festa del paese e a mezzanotte era rientrato a casa.
Daouda viveva a Montese da alcuni anni, in via Righi però era arrivato da poco, circa un mese.
Si era trasferito dalla frazione di Salto dove lavorava come saldatore all’azienda Bernabei.
Una vita apparentemente tranquilla.
Ogni mattina intorno alle 6 faceva colazione in paese, racconta una barista, prima di recarsi al lavoro. Poche settimane fa si era ricongiunto alla moglie, arrivata dall’Africa.

Omicidio a Montese, indagano i carabinieri (FotoFiocchi)
Venti giorni da un altro omicidio nel Modenese
L’omicidio di Montese è avvenuto ad appena 20 giorni di distanza da un altro delitto efferato avvenuto in provincia di Modena, quello di Rolando D’Ulizia, 44 anni, accoltellato a morte dalla campagna Giorgia De Martino in via Tignale Del Garda.