Un articolo scientifico pubblicato il 3 agosto 2026 sulla rivista Childhood Obesity ha richiamato l’attenzione sulla necessità di proteggere lo sviluppo muscolare, la salute delle ossa e la funzione fisica degli adolescenti trattati con agonisti del recettore GLP-1. Molecole come semaglutide e liraglutide stanno infatti trasformando la terapia dell’obesità giovanile. Nel trial STEP TEENS, pubblicato sul New England Journal of Medicine, semaglutide 2,4 milligrammi una volta alla settimana, insieme a un intervento sullo stile di vita, ha determinato in 68 settimane una riduzione media del BMI del 16,1%, contro un aumento dello 0,6% con placebo. Il 73% dei ragazzi trattati ha ottenuto una riduzione del peso di almeno il 5%, rispetto al 18% del gruppo di controllo. Numeri così importanti spiegano l’entusiasmo, ma aprono anche una domanda inevitabile: da quali tessuti proviene il peso perso?

L’adolescenza, infatti, non è un’età come le altre. È il periodo in cui il corpo accumula rapidamente massa muscolare e costruisce una parte decisiva del patrimonio osseo che dovrà proteggerlo durante la vita adulta. Dimagrire può produrre benefici concreti: riduce il carico sulle articolazioni, facilita i movimenti e può restituire fiducia a ragazzi che hanno progressivamente rinunciato allo sport, alle camminate o alle attività con i coetanei. La perdita di peso può quindi aprire una finestra di opportunità, rendendo finalmente possibile quel cambiamento dello stile di vita che prima appariva irraggiungibile. Il farmaco, però, non dovrebbe essere considerato una scorciatoia né un trattamento autosufficiente. Alimentazione, esercizio e sostegno psicologico restano parti essenziali di una cura che non deve limitarsi a far scendere il numero sulla bilancia.

La preoccupazione nasce dal fatto che una perdita di peso importante può coinvolgere non soltanto il tessuto adiposo, ma anche una quota di massa magra. Negli adulti trattati con semaglutide, gli studi sulla composizione corporea hanno mostrato una marcata riduzione del grasso totale e viscerale, accompagnata però anche da una diminuzione della massa magra in valore assoluto. Questo non significa che la molecola distrugga direttamente i muscoli: una certa perdita di tessuto magro può verificarsi durante molti percorsi di dimagrimento. In adolescenza, tuttavia, non bisogna soltanto conservare la massa muscolare già presente, ma evitare di ostacolare quella che il corpo dovrebbe ancora acquisire. Anche per lo scheletro esiste un possibile paradosso: un corpo più leggero esercita un minore carico meccanico sulle ossa, riducendo uno degli stimoli che contribuiscono al loro consolidamento.

Gli studi pediatrici disponibili hanno valutato soprattutto peso, BMI e parametri cardiometabolici, mentre sappiamo ancora molto meno su densità ossea, forza muscolare, prestazioni fisiche e composizione corporea nel lungo periodo. Alcuni esperimenti condotti su cellule e animali suggeriscono possibili effetti favorevoli dei GLP-1 sulla formazione ossea e sulla protezione del muscolo, ma questi risultati non possono essere trasferiti automaticamente agli adolescenti. Sul risultato finale incidono velocità del dimagrimento, apporto di proteine, vitamina D, calcio, sviluppo puberale, livelli ormonali e tipo di esercizio svolto. La perdita di peso non dovrebbe quindi essere lasciata semplicemente “accadere”, ma guidata verso una ricomposizione corporea il più possibile favorevole. Allenamento contro resistenza, attività con carico, alimentazione adeguata e controlli periodici possono diventare strumenti fondamentali per proteggere il corpo mentre cambia.

In Italia il tema riguarda una popolazione tutt’altro che marginale: secondo la sorveglianza HBSC 2022, il 18,2% degli adolescenti è in sovrappeso e il 4,4% presenta obesità. Semaglutide e liraglutide sono autorizzate nell’Unione europea per la gestione del peso negli adolescenti dai 12 anni con obesità e peso superiore a 60 chilogrammi, sempre insieme a un’alimentazione controllata e a una maggiore attività fisica. Nel luglio 2026 sono state inoltre pubblicate nel Sistema nazionale linee guida raccomandazioni specifiche per i ragazzi tra 12 e 18 anni con obesità resistente agli interventi sullo stile di vita, con l’obiettivo di rendere le cure più appropriate e omogenee sul territorio. Rimane però un ostacolo rilevante: quando sono prescritte per il controllo del peso, le formulazioni a base di semaglutide e liraglutide sono classificate in fascia C e non vengono rimborsate dal Servizio sanitario nazionale, restando a carico delle famiglie. La sfida italiana sarà garantire percorsi specialistici accessibili, nei quali il successo non venga misurato soltanto dai chili persi, ma dalla capacità di proteggere ossa, muscoli e crescita.

Articolo di riferimento: Smith W.A., Kim A., Khalil T.J., Giovinazzo C., Burton E.T., “Protecting Musculoskeletal Development and Physical Function During GLP-1 Therapy in Adolescents”, Childhood Obesity, pubblicato online il 3 agosto 2026.

Lo studio: Weghuber D. et al., “Once-Weekly Semaglutide in Adolescents with Obesity”, New England Journal of Medicine, 2022; 387:2245-2257. DOI: 10.1056/NEJMoa2208601.

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