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Redazione Cronache
Anna Democrito si è tolta la vita insieme ai figli lo scorso 22 aprile. La bimba, unica sopravvissuta, aveva subito una gravissima lesione dell’aorta toracica, una lacerazione epatica, contusioni polmonari e trauma cranico
Nella notte del 22 aprile, Anna Democrito, 46 anni, operatrice in una Rsa, ha vestito Nicola, Giuseppe e Maria Luce e li ha gettati dalla finestra del terzo piano del palazzo. Poi, nel vuoto, si è gettata anche lei. L’ unica a salvarsi è stata la figlia di 6 anni. Adesso Maria Luce risulta fuori pericolo, è stata dimessa, non ha danni neurologici né deficit motori. La donna e i fratelli di 4 mesi e 4 anni sono morti sul colpo nell’impatto.
La bimba aveva subito una gravissima lesione traumatica dell’aorta toracica, una lacerazione epatica a tutto spessore, importanti contusioni polmonari e un trauma cranico. Stabilizzata dai professionisti del Renato Dulbecco di Catanzaro era stata poi trasferita all’Istituto Gaslini di Genova in condizioni di massima sicurezza grazie al lavoro congiunto delle Terapie Intensive dei due ospedali e a un volo sanitario dell’Aeronautica Militare con un velivolo attrezzato come una terapia intensiva.
«Il percorso clinico è stato estremamente complesso e si è concluso con un delicato intervento cardiochirurgico di ricostruzione dell’aorta – si legge in una nota della Regione – oggi il flusso è stato completamente ripristinato e il polmone sinistro è tornato nuovamente ad espandersi».
Democrito soffriva di una lieve depressione che si sarebbe sviluppata con la nascita del terzo figlio. La donna «aveva manifestato già in passato un disagio di natura psichiatrica», scrive la Procura in una nota. Per i vicini di casa, era una persona tranquilla, schiva e molto religiosa. Quando ad aprile i soccorritori sono arrivati sul posto, l’hanno trovata con un rosario in mano.
3 agosto 2026 ( modifica il 3 agosto 2026 | 18:41)
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