«Da due giorni si parla di Ceuta, la piccola comunità spagnola in Marocco, presa d’assalto da migliaia di cittadini marocchini che cercano di lasciare il loro Paese per cercare una vita possibile», ha scritto Alessandro Gassmann (Ceuta, però, non è una comunità in territorio marocchino ma un’enclave spagnola sulla costa africana, parte integrante della Spagna, ndr).
Nel suo messaggio l’attore ha ricordato come, negli ultimi giorni, la vicenda sia stata raccontata attraverso prospettive molto diverse: «Chi parla di invasione, chi chiude le frontiere con la Spagna, chi accusa il Presidente spagnolo di istigazione alla immigrazione illegale. C’è chi si vanta di aver rimandato indietro più immigrati e chi invece gioisce per averne fatti entrare meno». L’attore ha poi criticato quello che gli sembra un venir meno della compassione nel dibattito sulle migrazioni: «Per me in questa immagine c’è unicamente la fine della pietas, il collasso dell’umanità».
Molti follower hanno apprezzato il richiamo alla solidarietà, mentre altri hanno contestato il punto di vista dell’attore e hanno sottolineato la complessità della gestione dei flussi migratori. Di fronte alla valanga di commenti, Alessandro Gassmann è tornato sull’argomento con un secondo intervento, spiegando di aver ricevuto anche molti messaggi aggressivi. «Analizzando i messaggi aggressivi ricevuti da questo post (molti anche di condivisione, anche critici ma che hanno capito il senso), devo ribadire il pensiero», ha scritto. «Sì, molti di noi, per disinformazione, per voglia di rivalsa, perché sinceramente convinti di quanto dicono, hanno perso il senso umano più profondo, che dovrebbe contraddistinguere la specie umana: la pietà. State bene».
Non è la prima volta che Alessandro Gassmann interviene su temi legati ai diritti umani e alle crisi internazionali. Negli ultimi mesi l’attore ha più volte preso posizione sulla guerra nella Striscia di Gaza: ha parlato apertamente di «genocidio» e chiesto al governo italiano, e in particolare alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, di esprimersi su quella che ha definito una tragedia umanitaria. Aveva raccontato di essere rimasto profondamente colpito dall’immagine di un bambino che, tra le macerie, portava in spalla la sorellina in lacrime mentre cercava la propria famiglia, una scena che aveva definito simbolo di «un’umanità che si è persa». In quell’occasione aveva anche difeso le manifestazioni a sostegno della popolazione palestinese, invitando a non confondere i pochi violenti coinvolti negli scontri con la grande maggioranza dei partecipanti, scesi in piazza «per chiedere di recuperare l’umanità».