Si riaprono le porte dell’ex Maddalena. Per il momento, da oggi, lunedì 3 agosto, solo ai dipendenti dell’ufficio tributi, ma da giovedì anche al pubblico, solo su appuntamento. E’ il primo passo della rinascita dell’ex ospedale, che da “buco nero” nel tessuto urbano della Commenda, quale fu definito ai tempi della giunta Bergamin, si appresta a vivere una nuova vita. La quarta, se non la quinta, dopo quella di sanatorio, ospedale, polo ambulatoriale, edificio cadente e rifugio di sbandati e, ora, nuova sede di uffici comunali.

Oggi, infatti, i lavoratori dell’ufficio tributi hanno varcato il grande cancello di ferro che dà su largo Palatucci per entrare nei loro nuovi uffici, dopo che si è conclusa la prima fase del trasloco, iniziata il 27 luglio. Il cantiere all’ex sanatorio non è ancora del tutto terminato, ma già l’entrata è possibile in sicurezza, separata dalle aree di lavoro degli operai. E questo è solo il primo passo della rinascita dell’ex Maddalena, perché a breve arriveranno anche gli uffici del settore urbanistica che attualmente hanno sede in via Badaloni, nell’edificio di proprietà comunale sul cui futuro dovrà essere presa una decisione. Fra l’altro adiacente all’area, privata, che nelle intenzioni dovrebbe diventare un parcheggio pubblico. Inoltre, sarà spostato nei seminterrati dell’ex ospedale anche l’archivio comunale, attualmente ospitato in un capannone in affitto all’Interporto, con risparmio di un canone di locazione,

In ogni caso ieri è stato un giorno importante per l’ex Maddalena, con il sito comunale che ha già aggiornato l’ubicazione dell’ufficio tributi, in piazza Beato Giovanni Palatucci e non più in via della Resistenza 4, nella “palazzina servizi” di proprietà dell’Iras, dalla quale è stato “sfrattato” con recesso dal contratto di locazione da parte dell’istituto, nell’ambito della riorganizzazione degli spazi, con la relativa nota acquisita al protocollo comunale il 9 marzo scorso.

Per il fu Istituto nazionale della previdenza sociale, inaugurato nel 1938 come presidio per contrastare la tubercolosi poi nel 1970 trasformato in ospedale e, negli anni ‘90, utilizzato come poliambulatorio fino alla chiusura nel 1999, con in mezzo anche il passaggio dall’Ulss 18 al Seminario e un Piruea naufragato, la rinascita è passata dal cosiddetto “Bando periferie” del Governo Renzi, del 2016, con un progetto originario dal valore totale di 18 milioni, 13,5 dei quali di finanziamento statale. Il progetto ha subito innumerevoli modifiche, anche in corso d’opera. Solo nel 2021 il Comune è riuscito a risolvere il nodo dell’acquisizione della proprietà dell’ex sanatorio e due anni dopo ha predisposto l’appalto dei lavori da 8 milioni di euro, vinto da alla ditta Costruzioni Iannini, con l’intervento iniziato nel 2024. Al momento il recupero si è concluso solo per il corpo centrale, mentre per il blocco nord serviranno altri 700mila euro per terminare i lavori.