di Gabriele Principato

Lo chef Jean Imbert è stato sottoposto a fermo di polizia a Parigi: è accusato di violenza da tre sue ex compagne, tra cui l’ex Miss Francia Alexandra Rosenfeld. La notizia è stata riportata in esclusiva dalla redazione del canale televisivo BFMTV

Lo chef Jean Imbert è stato sottoposto a fermo di polizia a Parigi: è accusato di violenza domestica, sia fisica sia psicologica da tre sue ex compagne. La notizia è stata riportata in esclusiva dalla redazione del canale televisivo BFMTV. Tra le denuncianti c’è l’ex Miss Francia 2006 Alexandra Rosenfeld, che alcuni mesi fa aveva raccontato sui social di aver subito violenze fisiche e psicologiche, una relazione caratterizzata da controllo, disprezzo, umiliazioni e, soprattutto, aggressioni fisiche. La donna ha dichiarato che Imbert le avrebbe fratturato il naso durante le riprese di un programma televisivo di M6 che la coppia conduceva insieme. E ha inoltre denunciato durante un’intervista al programma Quotidien «umiliazioni quotidiane riguardo al mio contesto sociale, perché i miei genitori sono dipendenti pubblici e non imprenditori, e riguardo ai miei amici, perché non sono famosi. Se indossavo una tuta da ginnastica, ero una disadattata; se mi vestivo elegante, ero una puttana». 

La prima a sporgere denuncia  contro il celebre chef era stata però, nell’agosto 2025, l’ex attrice Lila Salet, dando origine all’apertura di un’indagine penale. In precedenza aveva già sporto una denuncia per violenze e sequestro di persona (pare nel corso di un fine settimana trascorso in Italia), relativa al periodo della sua relazione con l’ex vincitore di Top Chef, ossia tra il 2012 e il 2013. Tuttavia, «per compassione» nei confronti di Jean Imbert, secondo quanto da lei stessa spiegato all’AFP, la giovane aveva successivamente ritirato la denuncia. Esiste poi anche una terza denuncia sporta da una da un’ex modella.



















































Da quanto risulta a BFMTV, Jean Imbert è stato convocato questa mattina e solo successivamente posto in stato di fermo. Non è stato arrestato nella propria abitazione: si è presentato spontaneamente presso un servizio di polizia, dove poi è stato trattenuto. Al momento non è noto a quale delle denunce si riferisca precisamente l’interrogatorio per cui è scattato lo stato di fermo che potrà durare fino a 48 ore. Al termine si saprà quale sarà l’orientamento della magistratura, anche tenendo conto del fatto che alcuni episodi contestati potrebbero essere ormai prescritti

A quanto si apprende, le avvocate di Jean Imbert hanno confermato a BFMTV che il loro assistito è sentito dagli investigatori da questa mattina e che «sta rispondendo a tutte le domande». Le stesse legali avevano già dichiarato in passato che secondo Jean Imbert la vicenda è frutto di «racconti distorti, incompleti e smentiti da numerosi elementi oggettivi e testimonianze».  Contattate da Le Figaro, le sue avvocate, Jacqueline Laffont e Julie Benedetti, hanno dichiarato che lo chef «si è presentato all’interrogatorio con numerosi documenti e altri elementi materiali solidi a sostegno della propria versione dei fatti». Al termine del fermo – ha precisato BFMTV – sono possibili diversi esiti: Jean Imbert può essere rimesso in libertà senza conseguenze immediate, oppure può essere deferito al Tribunale giudiziario di Parigi in vista di un’eventuale incriminazione formale. O, ancora, convocato davanti a un giudice.

Da quando sono emerse le accuse, Jean Imbert ha perso il ruolo che ricopriva al «Plaza Athénée» e ha lasciato il lavoro da chef. «In ogni caso, allo stato attuale – ha precisato BFMTV – Imbert è da considerarsi presunto innocente rispetto ai fatti contestati. Anche nell’ipotesi in cui i fatti risultassero prescritti, continuerebbe a beneficiare della presunzione d’innocenza, senza che ciò implichi alcuna valutazione sul merito delle accuse».

3 agosto 2026 ( modifica il 3 agosto 2026 | 19:47)