Con Guy Ritchie ha girato The Gentlemen 2, su Netflix dal 3 settembre, mentre con Al Pacino il film Maserati – The Brothers. Insomma, è uno che ce l’ha fatta. Perché lei sì, e molti suoi colleghi italiani no?
«Vorrei saperle rispondere. Forse perché gli altri non hanno agenti che li propongono per i provini giusti?».
Mettiamola così: è stato fortunato o se l’è meritato?
«Sono stato molto fortunato quando mi hanno proposto 365 giorni, che è andato virale in tutto il mondo. Ma la fortuna va anche saputa gestire, devi prenderla tra le mani e dirle: “Ecco, adesso stai qui ferma e fai come ti dico io”. Altrimenti rischia di trasformarsi in una bolla di sapone. Forse sono stato anche bravo, se dopo 6 anni continuo a fare film di respiro internazionale…».
Lo dice con una certa timidezza.
«In Italia passi subito per quello che se la mena…».
Si pente di qualcosa, nella sua carriera?
«No, sono soprattutto le scelte sbagliate a farci comprendere che cosa vogliamo fare ed essere davvero».
E nella sua vita?
«Non credo, no (pausa). Sono felice anche di tutte le minchiate fatte da ragazzino: se non mi fossero capitate non sarei l’uomo che sono. E poi, gli errori che ho fatto hanno fatto male solo a me stesso».
Mi permetta un suggerimento: i suoi video in prima fila alle sfilate di Dolce&Gabbana, dove è un habitué, fanno sempre record di views sui social. Ma l’accusano di manspreading: spalanca le gambe, lasciando poco spazio ai suoi vicini. Vuole pentirsene?
«Mi pento (ride)! Ma in prima fila c’è sempre qualcuno che si aggiunge all’ultimo, bisogna stare uno dentro uno fuori. Io sto in fuori, ma se non allargo le gambe perdo l’equilibrio».
Ormai è di casa a Hollywood. Ce l’ha ancora un sogno professionale?
«Vorrei continuare a fare quello che sto facendo, e farlo bene. E diventare sempre più bravo. E recitare in film che mi rendano felice».
Le cito dei colleghi con i quali ha lavorato. Li definisca con un aggettivo: Blake Lively.
«Simpaticissima».
Giancarlo Giannini.
«Madonna mia, un poeta maledetto».
Megan Fox.
«Dolce. È un’amica».
Sydney Sweeney.
«Educatissima».
Al Pacino.
«Un mito».
Luca Argentero.
«Simpatico».
Buone parole per tutti.
«E perché dovrei dire qualcosa di male?».