L’avventura di Iraola con i Reds è partita in salita tra malumori interni, emergenze in rosa e pochi rinforzi: la situazione
4 agosto – 13:42 – LONDRA
La scena è diventata virale in fretta. New York, Yankee Stadium, amichevole col Wrexham appena conclusa. Kostas Tsimikas, Dominik Szoboszlai e Curtis Jones litigano per capire chi avrebbe dovuto indossare la fascia di capitano: il centrocampista nel mirino dell’Inter che prova a far valere la sua “anzianità” e il greco ex Roma butta per terra il simbolo della leadership dei Reds. Quel litigio è stato uno dei tanti momenti difficili della complicata tournée Usa del Liverpool, che include anche infortuni in serie (al solito Joe Gomez e a Jeremie Frimpong), un mercato ancora a rilento e un crollo nell’ultima amichevole subendo 4 gol in 25’ dal Leeds: Andoni Iraola, il nuovo tecnico, ha capito in fretta quanto sarà complicato rimettere insieme i pezzi della squadra che ha ereditato da Arne Slot. Il Liverpool ha tanti sogni per questo nuovo inizio, ma quello che ha messo in mostra nei primi passi del 2026-27 sono soprattutto i suoi problemi.
INCOMPLETI—
La rosa di Iraola è a dir poco incompleta, e non solo perché punti fermi come Virgil Van Dijk non sono ancora tornati a disposizione dopo il Mondiale. Il bilancio del mercato per ora è in negativo, perché leader come Mo Salah, Andy Robertson e Ibou Konaté non sono stati rimpiazzati né in campo né nello spogliatoio. La cronica mancanza di difensori centrali, già tallone d’Achille della passata stagione, negli Usa è stata resa ancora più evidente, oltre che dall’assenza di Van Dijk, dal fatto che Jeremy Jacquet, preso dal Rennes un anno fa per 65 milioni di euro, non è ancora pronto per giocare. Come Giovanni Leoni, il 19enne azzurro fermo da quando lo scorso anno si è rotto il crociato nella sua finora unica presenza col Liverpool. L’infortunio di Joe Gomez (fermo almeno un mese), la lunga convalescenza di Conor Bradley e lo stop di Frimpong (“Speriamo sia solo un affaticamento” ha detto Iraola) non hanno fatto che amplificare i problemi di un reparto che ha un disperato bisogno di rinforzi e salute. Iraola, tra i titolari, finora ha lavorato col solo Milos Kerkez. Il problema non è solo in difesa: il Liverpool è corto anche in attacco, dove Hugo Ekitike è ancora in convalescenza dopo l’infortunio e Victor Muñoz, preso per 40 milioni dall’Osasuna, è in vacanza dopo aver vinto il Mondiale con la Spagna.
TESTA—
I problemi al Liverpool non riguardano solo la rosa. Anche lo spogliatoio sembra a pezzi, con quel litigo allo Yankee Stadium emblema che qualcosa nel gruppo è già rotto. Dallo scorso anno, dalla fine dell’era Slot che dopo aver vinto il titolo nella sua prima stagione al timone ha visto la squadra implodere nella seconda nonostante un mercato record da oltre mezzo miliardo di euro. Il Liverpool ha bisogno di leader: Van Dijk e Alisson rappresentano il passato e possono far capire cosa significa giocare per i Reds, ma al gruppo ne servono di nuovi. Szoboszlai è uno di quelli pronti a fare un passo avanti (l’ungherese si è autocandidato per il posto da vice capitano lasciato libero da Salah), ma quella brutta figura allo Yankee Stadium non lo aiuta. “Quando c’è un cambio di allenatore serve sempre tempo – ha provato a spiegare Iraola -. È difficile costruire una squadra quando c’è tanta incertezza, anche per colpa del mercato, ma la situazione è quella che è e dovremo adattarci”.
MERCATO—
Il mercato è un altro dei problemi: il sogno è Bradley Barcola, che al Liverpool ha già strizzato l’occhio ma che il Psg valuta 170 milioni di euro, coi Reds che difficilmente andranno sopra i 120. Iraola però deve stare attento anche alle uscite: dall’Argentina filtrano malumori di Alexis Mac Allister, ancora in vacanza dopo il Mondiale e con un contratto in scadenza nel 2028 che non accenna ad essere rinnovato. C’è da rimpiazzare Salah, da aggiustare la difesa, da prendere decisioni su Federico Chiesa (che vorrebbe giocarsi il posto) e Cody Gakpo (su di lui il Tottenham), da capire come permettere a Iraola di sfruttare al meglio il 4-2-3-1 con cui ha portato il Bournemouth in Europa. Il nuovo Liverpool debutta in Premier tra meno di 20 giorni, il 23 agosto a St. James’ Park col Newcastle: questa tournée negli Usa ha detto a Iraola che il lavoro che deve fare è enorme. E che la strada per far tornare grande il Liverpool è piena di problemi, decisioni di mercato, giocatori scontenti, una difesa da ricostruire e dei leader da trovare.
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