di
Jacopo Storni

Il ricordo dell’amico e collega Carlo Ferraro durante il terremoto a L’Aquila: «Durante la notte sentivo la macchina muoversi e gli dissi di girarsi con più delicatezza altrimenti non potevo prendere sonno. Lui disse che non si era mosso, allora guardammo dentro il supermercato di fronte e vedemmo tutti gli scaffali che si muovevano. Era un’altra scossa di terremoto. Ridemmo dalla paura». Come da sua volontà, non ci sarà un funerale. Il suo corpo è stato cremato

Quando arrivavi su un servizio – che fosse un terremoto, una partita di calcio o una semplice conferenza stampa – una delle poche certezze era il suo sorriso che, dall’alto del suo metro e ottantacinque, ti faceva sentire a proprio agio. Era un sorriso sincero, genuino, accompagnato da uno sguardo d’immedesimazione non facile a trovarsi.

È morto domenica scorsa a soli 50 anni Maurizio Degl’Innocenti, fotografo fiorentino che, da quando aveva 20 anni, ha seguito i principali eventi della nostra regione e dell’Italia, con foto che hanno fatto il giro del mondo. Ha lavorato principalmente a La Nazione e poi all’Ansa, dove il suo amico e collega Carlo Ferraro lo ricorda con grande affetto: «Per trent’anni siamo stati fianco a fianco. Non dimenticherò mai la sua generosità, con tutti, la sua abilità negli scatti, la sua disponibilità per raccontare l’Italia».



















































Tanti aneddoti da raccontare, come quella volta a L’Aquila, quando dormirono in macchina insieme nei giorni del terremoto: «Durante la notte, sentivo la macchina muoversi e gli dissi di girarsi con più delicatezza altrimenti non potevo prendere sonno. Lui disse che non si era mosso, allora guardammo dentro il supermercato di fronte e vedemmo tutti gli scaffali che si muovevano. Era un’altra scossa di terremoto. Ridemmo dalla paura».

Aveva senso dell’ironia, Maurizio, e tanta voglia di vivere, anche alla fine dei suoi giorni. Qualche mese fa, nonostante il tumore, si fece il cammino di Santiago, un’esperienza mistica che sentiva di fare. Durante le ultime estati, lavorava alla Misericordia di Mercatale, dove medici e volontari si erano molto affezionati a lui. Soltanto nelle ultime settimane, si era ritirato con la sua compagna Laura, e non vedeva più nessuno. Come da sua volontà, non ci sarà un funerale. Il suo corpo è stato cremato.


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4 agosto 2026