La Struttura di Immunoterapia Clinica e Terapie Innovative della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, guidata da Massimo Di Nicola, rappresenta il cuore traslazionale della ricerca oncologica, integrando laboratorio e pratica clinica per trasformare le scoperte scientifiche in terapie concrete. “La mia missione – spiega Di Nicola – è portare in clinica ciò che emerge in laboratorio, studiando i meccanismi che limitano l’efficacia dell’immunoterapia e sviluppando strategie per aumentarne i risultati”.
Uno degli obiettivi principali a livello preclinico è la realizzazione di CAR‑T dedicate ai tumori solidi, sulla scia dei successi ottenuti con i tumori ematologici da Paolo Corradini. Nel laboratorio, biologi e biotecnologi lavorano a stretto contatto con i clinici e hanno già sviluppato due vaccini antitumorali distinti, insieme a una CAR‑T promettente contro antigeni presenti nei tumori gastrointestinali, nel pancreas e nelle vie biliari. I dati preclinici sono molto incoraggianti e il passo successivo sarà l’avvio di studi clinici di fase 1.
Di Nicola ha inoltre consolidato collaborazioni nazionali e internazionali ed è capofila per la Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano del Progetto Pionieri, finanziato dalla Regione Lombardia, per ottimizzare la produzione di CAR‑T con sistemi non-virali. Clinicamente, la Struttura, insieme a Filippo De Braud, è tra le prime in Italia a sviluppare protocolli combinati di farmaci immunoterapici integrati con chemioterapia, terapie target e altre strategie innovative, massimizzando la risposta immunitaria e superando i limiti delle terapie convenzionali.
La Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano dispone di letti di degenza dedicati ai pazienti arruolati in studi di fase 1 e 1b per la sperimentazione clinica di farmaci antitumorali innovativi. “Ogni paziente contribuisce non solo alla propria cura, accedendo a trattamenti non disponibili nel SSN, ma anche a una comprensione più approfondita di come il sistema immunitario riconosce e distrugge le cellule tumorali”, conclude Di Nicola. Questo approccio promette di tradursi in trattamenti più efficaci per le generazioni future.