di
Francesco Sessa

L’incontro tra Paolo e Claudio Ranieri, la commozione di Capello e Tassotti. Presenti i rivali di Inter e Juve, Dida: «Merita tutto l’affetto, nel mondo del calcio nessuno è stato come lui»

All’esterno della basilica di Sant’Ambrogio, nel pieno della cerimonia funebre per Franco Baresi, un anziano signore cammina a fatica con un deambulatore. Indossa una maglia nerazzurra, non nasconde di essere un rivale anzi lo rivendica, come a dire: ci siamo anche noi. E riceve applausi, parole dolci, sorrisi dai tifosi rossoneri, migliaia. Baresi, ieri, ha unito. L’Inter c’era: con Beppe Marotta («Era un giocatore universale, rispettato da compagni e avversari, che portava dentro di sé un valore che si è perso: il senso di appartenenza»), il ds Piero Ausilio e Beppe Bergomi. La Juve, rappresentata da Gianluca Pessotto e Frederic Massara. E se Claudio Ranieri incarna la Nazionale di oggi, quella di ieri, anche se solo per un paio di settimane, ha avuto il volto di Paolo Maldini: «Io e Claudio ci siamo incontrati e salutati», racconta Paolo. Chissà se con un po’ di imbarazzo.

Maldini ha poca voglia di parlare, si cuce la bocca sulla Nazionale, ma non nasconde l’emozione: «Sono tornati in mente i bei ricordi». Paolo acclamatissimo, come Marco Van Basten: il Cigno va via per primo, accompagnato da un’ovazione tutta per lui. Assenti i connazionali Frank Rijkaard e Ruud Gullit, presente l’olandese della generazione successiva, Clarence Seedorf, occhiale da sole e aplomb. Van Basten ritrova vecchi compagni, oltre a Maldini: Tassotti (tra i più emozionati), Costacurta (insieme alla moglie Martina Colombari), Donadoni, Evani, Massaro, Colombo, Giovanni e Filippo Galli, Marco Simone, Seba Rossi, Albertini («Ricordo l’abbraccio dopo il gol in semifinale contro il Monaco: un’emozione enorme»), Virdis, Stroppa, Serena. «A 22 anni era già una persona matura», ricorda Aldo. Non si sono invece visti Carlo Ancelotti e Zvonimin Boban.



















































Si è parlato tanto anche di assenze, ieri. Mike Maignan: perché il capitano del Milan non è rientrato dalle vacanze? A rappresentare la prima squadra — impegnata nella tournée in Australia — Christian Pulisic e Santiago Gimenez, rimasti in Italia per recuperare dai rispettivi infortuni. E Zlatan Ibrahimovic, senior advisor di RedBird? Ci sarebbe una motivazione personale, spiegata in passato dallo svedese: la scelta di vivere i lutti con riservatezza, dopo la morte nel 2014 del fratello Sapko per leucemia, a 41 anni. Non c’era Adriano Galliani ma il figlio Gianluca, nessun rappresentante della famiglia Berlusconi ha preso parte alla cerimonia ma del gruppo Mediaset era presente Fedele Confalonieri.

Tra i più commossi, Fabio Capello. Un allenatore non dovrebbe mai salutare un suo calciatore. Maestri e tanti allievi, come Ambrosini e Dida: «Da lui abbiamo imparato tanto», racconta l’ex portiere. «Merita tutto l’affetto, nel mondo del calcio nessuno è stato come lui. Oggi è una giornata triste, spero che senta tutte queste emozioni». Savicevic ha mostrato la fascia da capitano di Franco autografata, insieme a Massaro. Oltre al portiere di allora, Pagliuca, a Sant’Ambrogio c’erano tutti i rigoristi di Pasadena 1994 (ma non il ct Arrigo Sacchi): Roby Baggio lo ha sbagliato come Baresi e Massaro, ha condiviso gioie e dolori con Franco al Milan e in Nazionale, ha preso parte alla cerimonia insieme alla moglie Andreina. Non c’era Weah, Inzaghi e Gattuso erano impegnati con i loro ragazzi di Palermo e Lazio. Andrea Abodi, ministro per lo Sport e i Giovani: «Ha cercato di coniugare sempre la classe e lo stile con la semplicità dei suoi comportamenti».

I piani alti del Milan non potevano mancare, qualche fischio si è sentito rivolto al presidente Scaroni e a Gerry Cardinale. Il proprietario rossonero: «È stato un grande giocatore, ci mancherà molto». Igli Tare: «Conoscerlo di persona e aver fatto parte di questa società gloriosa per me è stato un onore. Ma oggi la sua perdita è solo parziale perché rimarrà per sempre nel cuore dei tifosi del Milan e del mondo intero». Parla ancora da milanista: un po’ tutti, in fondo, ieri lo sono stati.

4 agosto 2026 ( modifica il 5 agosto 2026 | 00:28)