di
Federica Maccotta
La cantante si confessa dopo il successo della sua ultima hit
L’estate di Gaia suona al ritmo di bossa nova. Dopo il tormentone Sesso e samba con Tony Effe nel 2024 e Chiamo io chiami tu l’anno scorso, la cantautrice lanciata da X Factor e Amici sbanca con Bossa Nostra, in cui risuona il Brasile della sua mamma (le radici italiane sono del papà).
«Immagina com’è la voglia, la pazzia»: in Bossa Nostra omaggia Ornella Vanoni. Cosa vi lega?
«Sicuramente la sua passione per la vita. Era affamata di vita, quasi in senso sensuale e sessuale della parola. Ha portato in Italia negli anni ‘70 le canzoni di Nascimento, Caetano Veloso, Vinícius de Moraes. Ha tradotto Chico Buarque ed è stata molto amica di Toquinho, anzi penso che siano anche stati mezzi morosi. Sono molto ispirata dalle donne forti e lei per me le è sempre stata, anche accettando la sua fragilità».
Vi siete conosciute?
«Ci siamo parlate al telefono prima che facessi il suo pezzo a Sanremo, le ho detto “se mai dovessi fare schifo o mancarti di rispetto, puoi chiamarmi e mandarmi a quel paese”. Le si è messa a ridere (la imita, ndr): “Sono certa che andrai benissimo, non ti preoccupare. Poi sei di fianco a Toquinho che si prende cura di te”. Aver avuto questa approvazione da lei mi ha rasserenata».
Di cosa parla Bossa Nostra?
«Di una storia d’amore nata un po’ in sordina: c’è tanto affetto, ma anche un senso di solitudine, “siamo lontani nello stesso letto”. La bossa e il samba sono sempre stati ritmi uplifting ma con testi malinconici. Il mio rapporto con le storie d’amore, soprattutto recentemente, ha questa ambivalenza tra il sentirmi finalmente compresa e poi di nuovo tornare a una solitudine profonda».
Che rapporto ha con l’estate?
«L’ho sempre amata, credo che il caldo sia parte del mio Dna: se posso stare in costume e mezza nuda, io sono felice. Inoltre mi piace avere un momento di quotidianità familiare, i rituali dell’estate».
Ora è in tour.
«L’estate è il momento in cui suono di più ed è quando si torna ad avere un contatto più intimo con le persone: il concerto nel club è figo per l’acustica, però l’aria aperta, i festival, l’after show in riva al mare… L’estate è romantica».
E si balla.
«Credo nell’esperienza sensoriale di sentire la musica con il proprio corpo. Per me ballare ha un’importanza quasi sacra. Poter saltare, ballare, sentire la musica in maniera differente è liberatorio. Rilascia emozioni che di solito sono bloccate nel nostro corpo».
Com’è la situazione per le donne nella musica?
«In questo momento sento che dilaga più odio, non solo verso le donne ma in generale. È ovvio che per le donne sia più complesso nella società e di conseguenza nella musica. Però ci sono artiste e artisti consapevoli che non cedono più a un certo tipo di ghettizzazione. I commenti tipo “questa si deve spogliare per cantare” sono figli di un’epidemia di loneliness, non solo maschile ma generale. Sono tutti molto frustrati, a sfogare il proprio odio online».
Sono passati 10 anni da X Factor.
«Quando l’ho fatto ero veramente timida, tanti amici non sapevano che cantassi. Cantavo spesso in bagno, avevo una band ma facevamo solo prove. Buttarmi senza che nessuno sapesse o senza avere troppe aspettative è stato una fortuna. A X Factor ero nel paese dei Balocchi: prima ero salita solo su un palco dell’oratorio e davanti alla biblioteca del mio paesello. Però la gavetta non è che la bypassi. Per scrivere il mio primo disco facevo volture energetiche al telefono di giorno e la sera andavo in studio».
Non facile…
«Ho avuto la fortuna di trovare interlocutori che hanno capito le mie necessità, come il fatto che volessi portare il Brasile nella mia musica — cosa che non è stata compresa dall’inizio, ma è diventata uno dei miei punti più riconoscibili a livello artistico».
Insieme ai rimandi alla sensualità.
«Per me è stato complesso e triggerante entrare a contatto intimo con la mia di sensualità e sessualità, quindi ora è liberatorio poter parlare di sesso, sessualità, sensualità in una maniera libera, non maliziosa e soprattutto non bigotta».
La sua amica Elodie ha vissuto sulla pelle il giudizio per il rapporto con la compagna Franceska.
«Trovo folle che venga strumentalizzata la loro storia. Sono convinta che nessuno sia al 100% etero. Tanta indignazione per un amore e veramente poca indignazione per l’odio che sta dilagando, per le guerre, per i bambini morti. Se l’amore crea così tanta rabbia, allora siamo in un momento veramente difficile della storia dell’umanità».
5 agosto 2026
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