di
Federica Maccotta

I manifesti promozionali della pellicola, che raffigurano una figura femminile dall’aspetto mummificato, non sono adatti a essere visti dai bambini

Pelle grigia, lineamenti scavati, un occhio gonfio. L’inquietante immagine di una bambina-mummia che appare sui manifesti promozionali del film horror Lee Cronin – La mummia ha colpito i cittadini londinesi che hanno chiesto di rimuoverli dalla metropolitana e da altri spazi pubblicitari. L’Advertising Standards Authority (Asa), l’autorità britannica che vigila sulla pubblicità, ha dato ragione a chi considerava i poster troppo horror, soprattutto per i bambini, e ha vietato l’affissione dei manifesti dopo aver ricevuto trenta segnalazioni

Uscito aprile e diretto da Lee Cronin, Lee Cronin’s The Mummy racconta la storia di una bambina che viene restituita ai genitori anni dopo essere rapita. Le cose non sono ovviamente idilliache come sembrerebbero e qui entra in gioco la mummia. Il poster raffigura proprio lei: una giovane figura femminile dall’aspetto mummificato con pelle grigia, labbra screpolate, lineamenti infossati e un occhio gonfio, accompagnata dallo slogan «Some things are meant to stay buried» («Alcune cose sono destinate a rimanere sepolte»). 



















































Il poster vietato a Londra

Per l’Asa, come riporta la Bbc, questi elementi danno «l’impressione realistica di una bambina morta»: pur trattandosi di un personaggio immaginario, spiega l’Autorità, le caratteristiche umane potrebbero portare chi la vede a interpretarla come la rappresentazione realistica di una bimba deceduta. Uno spettacolo inadatto per i bambini e quindi ad apparire negli spazi pubblici accessibili ai più piccoli

Warner Bros, che ha distribuito il film, ha respinto le accuse, sostenendo che la campagna è stata realizzata «con la dovuta responsabilità nei confronti dei consumatori e della società». È vero che il personaggio raffigurato è una mummia vivente, ma proprio per ridurre l’effetto choc nel manifesto sono stati evitati scene di violenza esplicita o atteggiamenti minacciosi. La campagna, ha spiegato inoltre la casa di produzione, aveva ottenuto il via libera di Global, concessionaria pubblicitaria di Transport for London, per l’affissione nella rete della metropolitana londinese. 

Secondo l’Asa tuttavia, nonostante Warner Bros avesse evitato di mettere i manifesti a meno di cento metri dalle scuole, uno dei cartelloni era chiaramente visibile da un asilo nido. E da qui è nata la decisione di vietare i poster in tutti gli spazi pubblicitari esterni dove possono essere visti da bambini. Nessun problema invece per spot televisivi e sulle piattaforme di streaming: l’Autorità ha respinto le contestazioni, osservando che la messa in onda era già soggetta a una limitazione oraria dopo le 19.30, approvata dall’organismo Clearcast. 

5 agosto 2026