Dopo un Tour de France 2026 complicato, Antonio Tiberi guarda al finale di stagione per provare a rilanciarsi. L’annata del frusinate era cominciata piuttosto bene con la conquista di una tappa all’UAE Tour, chiuso poi al secondo posto, e di diversi altri bei piazzamenti, ma dalla primavera le cose hanno iniziato ad andare male e il 25enne non è più riuscito a trovare risultati importanti. La situazione non è migliorata alla Grande Boucle, dove il portacolori della Bahrain Victorious partiva con i gradi di capitano ma si è ritrovato presto fuori classifica, entrando poi in qualche fuga nell’ultima settimana senza tuttavia riuscire a mettersi particolarmente in evidenza.

Tiberi ha spiegato cosa è andato storto in questo periodo: “Nei primi giorni del Romandia sono andato bene, poi però mi si è infiammato un muscolo inguinale. Le ultime tappe sono state una sofferenza”. Dopo la gara elvetica, il 25enne è andato in ritiro sul Teide per prepararsi in vista del Tour, correndo prima il Giro di Svizzera: “È stata molto più difficile del previsto per l’altimetria, anche se è stato soprattutto il caldo torrido a crearmi delle difficoltà. Ho sofferto molto il caldo anche nella seconda tappa a Locarno. In seguito ho affrontato le tappe pensando a migliorare per il Tour de France, senza badare alla classifica generale”.

Il GT transalpino si è aperto con una cronosquadre che ha visto il classe 2001 e il team fare una prestazione positiva: “Noi della Bahrain Victorious siamo arrivati noni: un bel risultato, dato il livello delle squadre avversarie”. Già nella seconda tappa, però, il frusinate è andato in difficoltà: “Le difficoltà maggiori le ho incontrate al 2° giorno, nella tappa col circuito del Montjuïc. In una fase in cui il ritmo si è innalzato tantissimo ho saltato un rifornimento. Ciò mi ha causato sofferenza nel finale“.

La situazione è migliorata nella seconda parte del Tour, quando dalle temperature di 40° siamo passati ai 30° – ha proseguito il 25enne – Sono diventato più combattivo, entrando spesso nelle fughe. Nella seconda parte del Tour il mio rendimento è stato abbastanza costante, senza acuti. Ma anche senza défaillance“.

Tiberi spera di poter tornare protagonista nelle prossime settimane, che lo vedranno impegnato sulle strade di casa: “Privilegerò il calendario italiano. Il Giro della Toscana e la Coppa Sabatini hanno altimetrie che mi si addicono. Le vorrei correre in grande stile. Vorrei brillare anche al Trofeo Matteotti, altra classica alla quale tengo tanto. Ci tengo a ottenere punti nelle prove della Coppa Italia delle Regioni, ne disputerò molte”.

Il laziale punta anche a essere convocato per i Mondiali di Montréal e per gli Europei di Ljubljana: “E poi c’è Il Lombardia, gara dal fascino immenso, in cui vorrei fare bella figura. Nel 2026 non ho avuto molte soddisfazioni; vorrei un’impennata di risultati e spero che le corse italiane, col pubblico amico, mi diano tanto slancio“, ha concluso il corridore della Bahrain Victorious.