di
Sara Busato

La ricerca è stata pubblicata sul Journal of Biomedical Science: «Il processo inizierebbe dall’apparato digerente e poi coinvolgere il cervello»

L’intestino potrebbe avere un ruolo molto più importante di quanto si pensasse nello sviluppo di alcune malattie neurodegenerative. È quanto emerge da uno studio dell’Università di Padova pubblicato sulla rivista scientifica Journal of Biomedical Science, che offre nuovi elementi per comprendere come potrebbero avere origine patologie ancora oggi prive di cure risolutive.

Le infiammazioni

La ricerca è stata condotta dalla dottoressa Francesca Terrin e coordinata dalle professoresse Nicoletta Plotegher e Luisa Dalla Valle del Dipartimento di Biologia. Le studiose hanno analizzato gli effetti di una sostanza di origine vegetale, il Bssg, già associata in passato a una rara malattia neurodegenerativa osservata nell’isola di Guam, il complesso Sla-Parkinsonismo-Demenza (Als-Pdc).
La novità dello studio riguarda il meccanismo con cui questa molecola potrebbe favorire la comparsa della malattia. Utilizzando modelli animali, zebrafish e topo, i ricercatori hanno osservato che un’esposizione prolungata al Bssg provoca innanzitutto una forte infiammazione dell’intestino. Solo in un secondo momento compaiono i segni della neurodegenerazione.



















































Apparato digerente e cervello

In pratica, secondo le autrici, il processo potrebbe partire dall’apparato digerente e solo successivamente coinvolgere il cervello. L’infiammazione altera infatti la parete intestinale, modifica il normale equilibrio della flora batterica e compromette il corretto funzionamento dell’intestino. Tutti cambiamenti che potrebbero influenzare il sistema nervoso attraverso quello che gli scienziati chiamano asse intestino-cervello, cioè il sistema di comunicazione continuo tra intestino e cervello.
Lo studio suggerisce anche una possibile spiegazione biologica. Il BSSG sembrerebbe interferire con il recettore dei glucocorticoidi, una sorta di «freno naturale» dell’organismo contro l’infiammazione. Se questo meccanismo viene alterato, l’infiammazione potrebbe diventare cronica, creando le condizioni favorevoli allo sviluppo dei processi neurodegenerativi.

Malattie neurodegenerative

Le ricercatrici precisano che i risultati sono stati ottenuti su modelli animali e non dimostrano automaticamente che lo stesso accada nell’uomo. Rappresentano però un passo importante perché rafforzano l’ipotesi che alcune malattie neurodegenerative possano avere origine anche nell’intestino.


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5 agosto 2026 ( modifica il 5 agosto 2026 | 17:33)