Le idee sono subito chiare. E non potrebbe essere altrimenti. Arena Curi si è preso l’onere (e ovviamente anche l’onore) di riportare il Perugia su palcoscenici da troppo tempo assenti.
La serie B manca da oltre tre anni, la A addirittura da ventidue. Tante ne sono successe in questo arco di tempo, ma la sensazione è che una ventata di ottimismo possa soffiare in città.
La nuova proprietà, che si è insediata due giorni fa e che ha subito dimostrato di voler far sul serio, soprattutto in sede di calciomercato, si è presentata questa mattina al San Gallo Palace Hotel.
Sono stati delineati gli aspetti più generali, ovvero su cosa verterà questo progetto, altri dettagli, relativi per lo più all’identikit degli investitori, verranno resi noti tra qualche settimana.
Quel che conta però è che non si sia giocato in difesa, tutt’altro. Ciò che traspariva dagli occhi dei protagonisti è che non si vuole stare a guardare, tutt’altro.
La mente dell’operazione
Chi certamente ha voluto più di tutti questa conclusione è il presidente di Arena Curi Francesco Lana: “Dico grazie alle persone che hanno dato vita a questo gruppo in principio. I progetti nascono coniugando idee e finanza. Se viaggiano in modo parallelo non si fa nulla. Come si è giunti a questo? Abbiamo lavorato con Ricci e Licomati con la certezza che ci sarebbe stato un ritorno importante senza il quale questo progetto non sarebbe mai venuto alla luce. A volte le cose riescono fino ad un certo punto e oggi cerchiamo di fare un salto in avanti affinché Perugia ed il Perugia ritornino a quello che è stato”.
Ecco le tempistiche e e modalità: “Questo percorso è durato quattro mesi con il sostegno di Santucci e Partners. Senza di loro il successo non sarebbe arrivato. Abbiamo agito sottotraccia per mantenere la serenità. Per l’assetto societario questo modus operandi è fondamentale. Organizzeremo un evento successivo per illustrarlo”.
Lana ha poi chiuso l’intervento spiegando che “sopportazione e condivisione saranno i nostri valori”.
Il tratto di continuità
Dell’organigramma farà ancora parte Hernan Garcia Borras, che ha esternato a suo modo le sue sensazioni: “A dicembre Faroni per motivi di salute ha deciso di cedere. Siamo arrivati a questa scelta. Faccio un’ultima dichiarazione: resterò ma con un ruolo diverso. Ringrazio tante persone e nello stesso tempo chiedo scusa. Per primo ai tifosi per non aver raggiunto i risultati nonostante gli investimenti. Poi a Faroni, la cui fiducia meritava altri esiti. Poi la stampa per gli sfoghi, i collaboratori perché li ho torturati in questi ventitré mesi. Infine ai quattro figli per aver sottratto loro tanto tempo”.
Un pensiero all’amministrazione comunale: “Grazie alla Sindaca per ciò che si è realizzato in questi due anni all’assessore Vossi per aver capito che cercavo il bene del Perugia”.
Borras non dimentica “Marani per la vicinanza e il sostegno, gli sponsor (Claudio ed Emanuele Antonini in primis). I giovani calciatori e gli allenatori, vero patrimonio della società, Alberto Marino, un collaboratore spettacolare. Non tralascio nemmeno la quarta categoria, un progetto a cui tenevo tanto”.
Toccante la dedica a chi si accinge a diventare ex presidente: “Faroni mi ha fatto vivere un sogno unico. Il capitale investito non verrà recuperato, ma il tuo coraggio non verrà mai dimenticato”.
Il dirigente rivendica con forza l’amore per i colori biancorossi: “Nessuno potrà impedirmi di tifare per questa squadra”.
Le rassicurazioni
Un ruolo importante lo avrà Mauro Ricci, tornato in auge dopo la brusca separazione avvenuta un anno e mezzo fa quando faceva parte del management precedente: “Molti sanno quanto ami il Perugia Calcio. Arena Curi è il veicolo per arrivare qui. Volendo riportarlo a certi livelli abbiamo iniziato a lavorare per cercare investitori ed era il mezzo più veloce”.
Sugli investitori: “Si tratta di personalità di successo. Serve finanza e progettualità. I nomi si conosceranno tra fine agosto e inizio settembre”.
Previste ulteriori migliorie sul piano infrastrutturale: “E’ nelle nostre intenzioni mettere a disposizione un campo coperto ad 11 per limitare gli infortuni ed allenarci meglio”.
Il progetto sportivo
E’ sicuramente ciò che intriga di più il tifoso. Ad occuparsene in prima persona un volto conosciutissimo in città, ovvero Alessandro Gaucci. Che non usa da subito mezzi termini: “E’ un piacere e un onore stare qui. Con Hernan siamo diventati amici in poco tempo. Ricci ci ha creduto fino alla fine, mi chiamo quando era con Faroni e dissi di no perché avevo un progetto importante a Marbella. Sono successe cose che mi hanno fatto pensare di tornare. Ho riscontrato la possibilità di poter riportare il Perugia a certi livelli. Abbiamo tantissimo da fare. Al 5 di agosto sono andati via tutti i migliori, si è chiuso lo scorso campionato a 42 punti dalla prima, e a tanti dalla zona playoff. È un percorso ripido ma non mi piace cercare scuse, in caso contrario non mi sarebbe piaciuto stare qui oggi”.
C’è la volontà di riprendere un filo conduttore interrottosi bruscamente all’inizio degli anni duemila, ma il figlio di Big Luciano chiarisce: “Non cerco rivincite, ma di ricominciare dopo quanto accaduto ventun anni fa. Ero quasi riuscito a fare quanto volevo fare, ma non è successo”.
Non si prospetta una stagione facile: “Dobbiamo girare la prua di una nave perché l’iceberg era abbastanza vicino, posso garantirlo. Servirà tanto sacrificio, ci attende una sfida ardua. Gli obiettivi? Non so dirlo. Mai mi è successo di partire con una squadra così al cinque di agosto. Saremo sicuramente competitivi. Abbiamo messo sotto contratto quattro o cinque giocatori, da qui a domenica altri tre o quattro. Gli attaccanti sono quelli più richiesti. I nuovi regolamenti poi condizioneranno il mercato nostro e degli altri. Potrebbe essere positivo perché indurrà certe squadre a disfarsi di certi giocatori. La mia idea? Non guardo quanto costa un giocatore ma quanto è bravo o meno. Se tu hai pregiudizi di ammazzi da solo. Nel calcio si possono fare cose diverse con le idee”.
Che sono dunque chiare: “Cercheremo di costruire una squadra simpatica e che diverta. Non abbiamo tanto tempo, ma vedremo cosa accadrà alla fine del mercato. Chiaramente voglio vincere, non sono qui per perdere tempo. Altrimenti sarei rimasto a Marbella, in cui si vive discretamente bene”.
Particolare attenzione sarà data al settore giovanile: “La primavera deve essere pronta a tornare a lottare per la vittoria del massimo campionato”.
Su Faroni: “Mi ha ringraziato con parole bellissime. Di soldi ne ha messi tanti. Ha cercato di prendere le persone più bravi di tutti ma evidentemente hanno sfruttato male questa possibilità”.
Infine, Alessandro parla di Tedesco: “Non avevo deciso niente. Prima dovevo chiarire alcuni aspetti ma ha fatto tutto da solo. È stato un grandissimo capitano, dovete sapere che a Perugia l’ho portato io. Non è vero che non parliamo da quella cosa di Genova. Semplicemente non lo vedevo più come quello di prima. Poi a dire il vero lo scorso anno non mi è piaciuto. Al 90% lo avrei esonerato perché non lo ritenevo all’altezza di un progetto del genere. Dobbiamo raggiungere gli obiettivi. Il nuovo tecnico? Ho dovuto parlare con quattro o cinque persone. Devo dire che mi sono piaciuti quasi tutti, ma a convincermi è stato l’entusiasmo di Diana”.
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