Le lacrime di JackDraper durante il match (poi perso) contro Atmane a Montreal sono il segno di una crisi infinita, causata da una lunga serie di infortuni, che lo ha portato al crollo nel giro di un anno dopo essere arrivato nel 2025 alla posizione numero 4 del ranking. Ma quelle lacrime sono anche l’ennesimo segnale di un tennis sempre più usurante, nel fisico e nella mente, perché nel frattempo Carlos Alcaraz è ancora in dubbio per gli US Open: il suo problema al polso, che si sta protraendo nel tempo più del previsto, lo ha costretto a saltare anche Cincinnati. Intanto Jannik Sinner, dopo il malore di Parigi (quando aveva ricordato “non sono un robot”) e il trionfo di Wimbledon, si è preso un periodo di riposo, per poi farsi controllare un ginocchio un po’ ballerino, mentre Stefanis Tsitsipas prova a uscire da una crisi che sembra irreversibile. La situazione, insomma, è complicata per tutti, fisicamente e mentalmente, come spiegano a Gazzetta Active il professor Aldo Grauso, docente di Psicologia Sociale Università degli Studi IUL – Firenze e Psicologo dello sport, e il dottor Agostino Rossoni, medico dello sport della clinica ortopedica e traumatologica Policlinico San Pietro di Bergamo.