di
Leonard Berberi
Lufthansa, Air France-Klm-Transavia e Iag (British Airways, Iberia, Vueling) vogliono sfruttare il trambusto per recuperare quote di mercato mentre Apollo e Castlelake si contendono la compagnia
Non vogliono comprare easyJet. Almeno non adesso. Ma sono pronte a sfruttare ogni incertezza legata alla vendita della compagnia britannica per provare a sottrarle clienti e quote di mercato. Lufthansa, Air France-Klm-Transavia e Iag (holding di British Airways, Iberia e Vueling) studiano come riconquistare parte degli oltre 90 milioni di passeggeri trasportati ogni anno dal vettore arancione, sia nel segmento business sia in quello leisure. Del resto easyJet, nata quasi 31 anni fa, ha costruito il proprio successo proprio erodendo la clientela dei vettori tradizionali.
Partita con biglietti da una trentina di sterline — quanto un paio di jeans — e con un modello basato sulla vendita diretta ai clienti, tanto da dipingere sulla fusoliera degli aerei il numero telefonico delle prenotazioni, nel tempo si è progressivamente spostata dagli aeroporti secondari agli scali principali europei. Una strategia che l’ha allontanata dallo scontro diretto con Ryanair e dalle altre low cost, portandola a competere sempre più con i grandi gruppi del trasporto aereo. Ora proprio quei gruppi intravedono una finestra di opportunità.
La società americana di private credit Castlelake e il gruppo statunitense di private equity Apollo sono impegnati in un serrato duello per l’acquisizione di easyJet. Le offerte finali dovranno essere presentate entro le 17 (le 18 in Italia) del 7 agosto. Il mese scorso il board della compagnia ha indicato come preferita la proposta di Apollo, pari a 5,7 miliardi di sterline, rispetto a quella di Castlelake da 5,5 miliardi.
L’operazione potrebbe richiedere ancora diversi mesi. Sul tavolo ci sono le tre divisioni operative (britannica, comunitaria e circa metà di quella svizzera), il portafoglio di slot negli aeroporti congestionati, gli aeromobili di proprietà, quelli ordinati e la divisione Holidays. Secondo gli analisti, una volta conclusa l’acquisizione, i nuovi proprietari potrebbero avviare una ristrutturazione del gruppo, creando inevitabili margini di manovra per i concorrenti.
«Dal processo di vendita di easyJet potrebbero nascere opportunità interessanti per noi, ad esempio negli aeroporti di Berlino e Ginevra», ha dichiarato Carsten Spohr, amministratore delegato del gruppo Lufthansa, presentando i risultati trimestrali. Due mercati strategici per il gruppo tedesco — che possiede anche il 41% di Ita Airways, quota destinata a salire al 90% all’inizio del 2027 — e per Swiss.
Secondo i calcoli del Corriere sulla base dei numeri di settore, nel 2025 easyJet ha generato nei soli aeroporti di Berlino e Ginevra ricavi per circa 1,7 miliardi di euro e un utile netto di 240 milioni. Ma la compagnia è forte anche in altri mercati considerati strategici da Lufthansa, come l’Italia — con Milano Linate e Malpensa — e il Portogallo, soprattutto Lisbona.
Anche Air France-Klm, con il supporto della controllata low cost Transavia, valuta come ridurre il peso di easyJet nei propri mercati domestici, Francia e Olanda. «Sicuramente ci riprenderemo i clienti, ora che abbiamo un prodotto competitivo e costi più bassi», ha dichiarato al Financial Times il ceo Ben Smith. «Sono clienti che abbiamo perso per l’attrattiva del loro prodotto».
L’espansione di easyJet ha intaccato gli affari del gruppo franco-olandese. «Ci ha causato un bel grattacapo», ha ammesso Smith. «È una compagnia gestita molto bene ed è riuscita a ritagliarsi una propria nicchia». L’introduzione di servizi dedicati alla clientela business — dall’imbarco prioritario ai posti nelle prime file fino alla lounge di Londra Gatwick — ha inoltre costretto le divisioni low cost dei grandi gruppi, come Transavia, Vueling ed Eurowings, ad accelerare gli investimenti.
La crescita della compagnia britannica ha messo sotto pressione anche Iag, sia nel mercato britannico, dove opera British Airways, sia in quello spagnolo, con Iberia e Vueling. A giugno il ceo Luis Gallego ha spiegato che un’eventuale acquisizione di easyJet «è qualcosa che possiamo valutare, ma con le attuali norme sulla concorrenza la ritengo molto, molto difficile». Dopo il fallimento dell’operazione Air Europa e la rinuncia alla portoghese Tap, il gruppo continua comunque a osservare con attenzione gli sviluppi della vendita.
Non tutti, però, escludono un colpo di scena. Per Alex Irving, analista di Bernstein, easyJet resta un obiettivo potenzialmente interessante proprio per Iag, grazie al valore del marchio e al portafoglio di slot negli aeroporti più congestionati del Nord Europa. Un’operazione, osserva, richiederebbe probabilmente la cessione di alcuni slot a Gatwick e in diversi aeroporti spagnoli per superare gli ostacoli dell’antitrust. Per Irving, inoltre, Iag resta il gruppo meglio attrezzato per gestire un’operazione di questa portata: «È un eccellente consolidatore del settore e ha realizzato con successo una lunga serie di fusioni e acquisizioni».
6 agosto 2026
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