L’idea sembra arrivare dalla fantascienza: eliminare una massa nel fegato senza bisturi, aghi e radiazioni. L’istotripsia utilizza impulsi di ultrasuoni focalizzati che, nel punto scelto dal medico, generano una nube di minuscole bolle. La loro rapidissima espansione e implosione produce cavitazione e disgrega meccanicamente il tessuto, trasformandolo in materiale che l’organismo può progressivamente riassorbire. A differenza della radiofrequenza o delle microonde, non brucia il tumore e non dipende dal calore. È dunque un’ablazione non termica, non ionizzante e realmente non invasiva sul piano cutaneo, anche se richiede una precisa pianificazione attraverso le immagini e viene normalmente eseguita in anestesia generale. La tecnologia ha ottenuto negli Stati Uniti l’autorizzazione per la distruzione di tumori epatici primitivi e secondari, ma la capacità di colpire una lesione non equivale automaticamente a curare la malattia oncologica nel suo insieme.

La fotografia più ampia arriva da una ricerca pubblicata il 5 agosto 2026 su JAMA Network Open. Gli autori hanno analizzato la rete di cartelle cliniche Epic Cosmos, identificando 972 adulti sottoposti a istotripsia tra il 2023 e il 2026. L’età mediana era di 67 anni e quasi sette trattamenti su dieci riguardavano metastasi al fegato: soprattutto da tumore colorettale, seguito da quello pancreatico. Solo il 30,2% dei casi era costituito da neoplasie primitive epatiche, in prevalenza epatocarcinoma e colangiocarcinoma intraepatico. Il recupero immediato appare uno dei punti di forza più evidenti: l’88,4% dei pazienti è stato dimesso nello stesso giorno e il 92,3% entro quello successivo. Nella maggior parte dei casi è bastata una sola seduta, un elemento che rende comprensibile il forte interesse verso una procedura capace di evitare incisioni chirurgiche e ricoveri prolungati.

Anche gli indicatori di tossicità procedurale sono risultati contenuti. Le alterazioni degli enzimi epatici e della bilirubina sono state per lo più assenti o lievi; il danno renale acuto è comparso in 9 dei 742 pazienti per i quali era possibile valutarlo, pari al 1,2%. Entro trenta giorni, le riammissioni sono state lo 0,9% e gli accessi in pronto soccorso lo 0,4%. Il numero che impedisce però qualsiasi lettura trionfalistica è la mortalità a trenta giorni: 108 persone, l’11,1% della coorte. Lo studio non dimostra che questi decessi siano stati causati dagli ultrasuoni. Al contrario, la bassa tossicità immediata suggerisce che molti possano riflettere l’estrema gravità dei tumori trattati. Ma il database non riportava in modo completo lo stadio, le terapie sistemiche precedenti né l’intento curativo o palliativo: non consente quindi di stabilire perché ogni paziente sia morto o se la scelta della procedura fosse appropriata.

I risultati si inseriscono in una letteratura ancora giovane. Nel trial multicentrico HOPE4LIVER, condotto su 44 pazienti con 49 lesioni generalmente inferiori a tre centimetri, il successo tecnico iniziale era stato del 95% e le complicanze maggiori correlate alla procedura del 7%. L’aggiornamento a un anno, su 47 pazienti, ha mostrato un controllo locale variabile dal 63,4% al 90% a seconda del metodo con cui venivano interpretate le immagini, mentre la sopravvivenza a dodici mesi era del 73,3% nell’epatocarcinoma e del 48,6% nelle metastasi. Sono segnali incoraggianti, ma provengono da studi piccoli, senza un confronto diretto con chirurgia, ablazione termica o radioterapia. L’istotripsia può essere un nuovo strumento per controllare una lesione nel fegato; non può sostituire da sola le cure sistemiche quando il tumore è diffuso o biologicamente aggressivo. La vera sfida non è soltanto dimostrare che gli ultrasuoni sanno distruggere il bersaglio, ma individuare il momento e il paziente in cui quella distruzione può cambiare davvero il decorso della malattia.

Sears O, Bitar ER, Cummins KC, et al. Early Outcomes of Histotripsy for Liver Tumors in US Clinical Practice. JAMA Network Open. 2026;9(8). Pubblicato online il 5 agosto 2026. doi:10.1001/jamanetworkopen.2026.27493.

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