Fermare il tempo con uno scatto per raccontare la storia. Non i grandi eventi ma la quotidianità, la gente comune, i mestieri. A volersi cimentare in questo progetto non è un rinomato fotografo, per ora, di una grande città ma un giovane diciannovenne di Barengo, Gioele Iod. Ex studente di grafica e comunicazione, recentemente diplomatosi, nel 2024, ha acquistato una macchina fotografica da un compagno di classe. Da quel momento ha iniziato a fotografare assiduamente eventi, compleanni, tutto ciò che gli capitava a tiro. Ogni scatto, un passo in avanti nella crescita della passione. A inizio 2025 ha investito i risparmi in un nuovo strumento più professionale, espandendo il lavoro in servizi fotografici a Barengo, matrimoni e cortometraggi.

Un concittadino di Barengo nelle vigne: una delle foto scattate da Gioele Iod 

I primi riconoscimenti

Alcuni dei suoi lavori hanno ricevuto riconoscimenti da importanti fondazioni come la Giacomo Matteotti per un cortometraggio a lui dedicato. Tra i progetti che hanno preso corpo: «I volti di Barengo». «Partecipando a iniziative del paese – racconta – ho notato che spesso mancavano proprio i residenti. Allora ho pensato di ritrarre solo a loro per raccontare storie poco conosciute, mestieri e passioni dei compaesani, creando così una documentazione storica contemporanea della nostra realtà». Allenatori di calcio, professoresse, orologiai, contadini, casalinghe, la Barengo di oggi, così come tutti i paesi, si costruiscono su queste figure che, oltre a farsi fotografare, hanno voluto fissare il proprio percorso di vita dando una precisa raffigurazione dell’ossatura sociale del paese.

In bianco e nero

«Ho scelto di ritrarli in bianco e nero perché ritengo che questo enfatizzi i “vecchi ricordi” e si adatti bene all’età media più avanzata degli intervistati catturando i loro momenti quotidiani in modo più intimo». Gioele si lancia nel progetto con determinazione, grazie anche al supporto di mamma e papà, uscendo di casa e incontrando le persone per strada, chiedendo loro di partecipare. Sebbene alcuni rifiutino «molti accettano con entusiasmo. I miei concittadini hanno accolto molto positivamente l’idea, felici di supportare la sua iniziativa. «Non me la sono presa per i rifiuti: so perfettamente il valore intimo del mio lavoro». Dopo il diploma, Gioele vuole proseguire gli studi in fotografia o cinema, a Milano o a Roma, per ottenere una qualifica professionale e consolidare la passione. La mostra «I volti di Barengo» sarà allestita da domani, mercoledì, all’8 nella sala polivalente per la festa della Madonna della neve.